Viaggio fra gli edifici storici di Ravenna. Dalle grandi riconquiste alle grandi speranze

La Darsena è il quartiere in cui si concentra il maggior numero di strutture di archeologia industriale da recuperare. In centro storico spiccano Casa Chigi, Palazzo Vitelloni e Casa Monaldini.

rocca brancaleone
rocca brancaleone

Ravenna, come ogni città dall’antica storia, conta una lunga serie di edifici da recuperare, alla ricerca di un nuovo proprietario, un nuovo uso, una nuova vita. Investire in vecchie strutture per il recupero e il riuso è, come risaputo, complesso e dispendioso ma, con un po’ di ingegno e fortuna e tante risorse economiche, può dare frutti. 

Le grandi ri-conquiste della città

Il Magazzino Platani Trasbordatore

Esempio di successo è il Magazzino Platani Trasbordatore che, da antico deposito della Società Interconsorziale Romagnola, oggi veste i panni di un noto e rinomato pub in cui molti ravennati trascorrono le loro serate: Il Darsenale. Il locale ospita regolarmente incontri, mostre e concerti. A Cervia, impossibile non citare il Woodpacker, ritornato di recente a nuovo vita come discoteca.

La raffineria di zolfo

Sempre in Darsena l’Almagià è famoso per le decine di eventi culturali che ospita ogni anno, tra cui “Garage Sale”, rassegne teatrali, laboratori. Nato come ex raffineria di zolfo, è stato acquistato e restaurato dal Comune di Ravenna, rinascendo come polo creativo e multidisciplinare, grazie al sostegno dell’amministrazione e al lavoro di diverse associazioni del territorio.

La Rocca Brancaleone

La Rocca Brancaleone, luogo ricco di storia, ha vissuto tempi difficili, ma in pochi anni si è trasformato in un luogo di ritrovo per giovani e famiglie. Alla Rocca oggi è possibile partecipare a rassegne come “Rocca cinema” e “I Sabati della Rocca” per trascorrere una bella giornata all’area aperta senza allontanarsi dalla città.

L’ex-Sert

A pochi passi l’ex-Sert, abbandonato per anni, dopo la collaborazione con la Casa delle Donne, ospita rassegne letterarie, appuntamenti cinematografici e culturali, dedicati alla lotta contro la violenza, all’affermazione della donna e tanti altri temi sociali.

Il Mercato Coperto

Il Mercato Coperto ha riaperto i battenti solo pochi anni fa, dopo un lungo periodo di ristrutturazione che ha donato alla struttura un nuovo volto. Al suo interno bar, ristorante, macelleria, salumeria, panetteria, un negozio coop e uno spazio per cerimonie e eventi.

Un futuro già scritto e pronto a cominciare

In questi giorni tanti vecchi edifici sono nuovamente saliti agli onori delle cronache per le più meno recenti aperture in programma e per

L’ex cinema Astoria

Argomento di attualità è anche il recupero del noto ex cinema Astoria che dopo 7 anni di chiusura riapre i battenti per offrire a giovani e famiglia un nuovo polo di intrattenimento. Se lo sono aggiudicato all’asta i romani del Cinemacity per 400mila euro.

Palazzo Guiccioli

Dopo un lungo restauro e vari rinvii, potrebbe inaugurare a primavera 2024 Palazzo Guiccioli, che vedrà al suo interno il Museo di Byron e del Risorgimento, nonché una Taverna. Una lunga attesa che è quasi agli sgoccioli.

La CMC

La Società anonima cooperativa fra gli operai, muratori e manuali del Comune di Ravenna si fonde nel 1909 con l’omonimo sodalizio cooperativo dei Cementisti: nasce allora la CMC di Ravenna. Fra le aziende più longeve della Darsena chiude i battenti nel 2019 e adesso diventerà un centro commerciale.

Il Pop Up

Edificio tanto amato dai ravennati a breve vedrà la sua fine per un cambio d’uso. Lo ha annunciato giovedì dalla gelateria Sbrino che aveva una filiale in uno dei container dell’area e che entro aprile 2024 dovrà sgomberare. Ad aprile dello scorso anno si era parlato del progetto per la realizzazione di un nuovo albergo, ma ancora nulla di sicuro sul nuovo uso della zona.

Villa Callegari

Fortunata la Villa Callegari che sta per risorgere a nuova vita, nella struttura, situata in via Faentina dove apriranno un ristorante con bar e un B&B ai piani superiori. La struttura era, in antico, di proprietà della famiglia Callegari, ex produttori di gomma. La villa è rimasta abbandonata per diversi anni, affidata nel 2003 all’honoris Srl non ha visto futuro fino all’arrivo della Villa Callegari srl che ha deciso di rimettere in sesto la struttura e spera di riaprire nel 2024.

L’Ex Caserma Alighieri

Anche per l’ex Caserma Alighieri, tra via Bixio e via Port’Aurea, i lavori continuano a slittare da tempo. Ma il comune non molla e continua a puntare sulla futura apertura dell’area che verrà restituita ai cittadini come Parco-giardino pubblico in città.

ex caserma alighieri

Edifici in cerca di una nuova vita a Ravenna

Ma le possibilità di investimento nella città del mosaico sicuramente non scarseggiano. Sono tante le strutture che al momento si presentano in stato di abbandono in città. Ecco una panoramica degli edifici in cerca di un nuovo futuro.

Molino Spagnoli Padovani/ Ex Mosa

Il Molino Spagnoli Padovani viene messo in piedi nel 1912 dalla Società di Macinazione Spagnoli e Padovani. Famoso per la sua particolare “macinazione all’Ungherese” e per il gigantesco Murales di Ericailcane che che troneggia su uno dei lati dell’edificio, ha subito diversi cambi di proprietà fino alla chiusura dell’attività nel 2010.

La Montecatini

Famosissima impresa del porto di Ravenna che comprende una vasta area lungo la sponda sinistra del Candiano, includendo tre diversi fabbricati. Il primo edificio, nonché il più famoso, nasce nel 1905, e prende il nome di basilica, per lo scheletro ligneo a tre navate che fa da quinta a molte foto di passeggiate lungo il canale. Lo stabilimento era adibito alla produzione di concimi chimici destinati all’agricoltura.

Silos Granari del Candiano

Un deposito sfuso di Cereali che ancora oggi mostra il suo nome a lettere sbiadite in facciata. Di proprietà della Società Silos Granari del Candiano viene fondato nel 1925, ad oggi è in stato di abbandono ma mantiene tutto il fascino dei vecchi ruderi industriali.

Consorzio Agrario Provinciale

Nel 1899 prende vita l’antico Consorzio Agrario prima nel centro storico e poi lungo, l’ormai tombata, Darsena Bidente. La sede, che oggi prende questo nome, nasce nel periodo di massimo splendore dell’Industria agraria ravennate. Oggi l’area è abbandonata, ma sta iniziando a vedere i primi spiragli di luce, infatti, in una parte di essa è nato il progetto TEMPUS che si pone l’obiettivo di stimolare un nuovo sviluppo economico basato sulla valorizzazione del patrimonio portuale.

Il Sigarone

Al centro di centinaia di battaglie fra tutela, abbandono e recupero il famoso “Sigarone” continua lentamente il suo percorso di degrado strutturale. Nato tra il 1955 e il 1957 di proprietà della Società Interconsorziale Romagnola viene destinato e adibito a deposito di prodotti sfusi, per poi essere utilizzato fino alla metà degli anni ’80 per lo stoccaggio di concimi chimici per l’agricoltura. La Soprintendenza, nel 2012 riconosce lo stabilimento di interesse culturale e lo sottopone a vincolo. Da quel momento sono state avanzate varie proposte riguardanti il recupero che permetterebbero la sua conservazione e al contempo la sua riqualificazione in chiave culturale, che tuttavia aspettano ancora di prendere vita. 

Casa Ghigi

Palazzo in pieno centro storico, risalente al XV/XVI secolo, con un pregiato portico a cinque archi, fu sede tra 1754 e 1852 della famosa locanda della Spada d’Oro che vantò ospiti illustri da tutta Europa. Acquistato successivamente dai banchieri Ghigi fu anche sede del Consorzio Agrario e poi della Esattoria comunale. Oggi cerca di sopravvivere alle angherie del tempo.

Ex Macello

Il macello vecchio di Ravenna nasce nel 1902, presentava un impianto planimetrico costituito da sei fabbricati disposti lungo il perimetro dell’area. Un settimo edificio, il macello bovini, venne realizzato in posizione centrale a suddividere l’ampio spazio interno al perimetro, in due corti distinte. Dopo un lungo periodo di abbandono, seguito alla dismissione avvenuta negli anni settanta, il macello è stato ceduto ad una società privata nel 2003. Il progetto di recupero, non ancora attuato, prevede il restauro e il consolidamento dei fabbricati esistenti, e diverse destinazioni d’uso: direzionale e artigianato, un ostello, sala convegni, sala lettura, palestra, un ristorante ed un birrificio. Gli unici interventi realizzati sino ad ora riguardano la messa in sicurezza.



Palazzo Vitelloni

Imponente palazzo del Seicento sembra non notare il tempo che gli scorre intorno. Si mantiene, imponente e maestoso, nonostante l’abbandono, come il primo giorno, con i suoi quattro piani completi, ammezzato, solaio e corte interna. I saloni del piano di rappresentanza sono decorati in stile rococò. L’edificio fu costruito dai potenti conti Ginanni-Maroncelli che, specie durante il Settecento, vantarono membri illustri che ricoprirono importanti cariche pubbliche e ruoli culturali a Ravenna. Passò poi ai conti Vitelloni e quindi ai Guiccioli, ai Rasponi e, da questi ultimi, fu infine venduto alla Banca d’Italia nel 1868: da allora, lo stabile è impiegato come sede cittadina dell’istituto, oggi dismessa.

Casa Monaldini

Appartenuta originariamente all’antica famiglia dei conti Monaldini, il palazzo abbandonato, nel cuore del centro storico, si trova a due passi da Piazza del Popolo. Troneggia in via Ferruzzi. Fu acquisito nel 1920 dalla Società Elettrica Romagnola, della quale divenne sede, negli ultimi anni è stato soggetto di alcuni lavori per rischi di cedimento del cornicione.

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