Lo scorso 19 maggio, 5 colpi di pistola raggiungevano una prostituta sulla statale Adriatica, in prossimità della cava Manzona. Un atto di violenza inaudita affrontato con prontezza dalle forze dell’ordine, che hanno immediatamente avviato la caccia al colpevole del tentato omicidio. Fondamentale sono stati la rapidità d’azione e l’intervento di una giovane recluta dei Carabinieri che ha immediatamente raccolto la testimonianza della vittima, appena possibile in ospedale, mettendo in moto la complessa macchina investigativa.
Oggi la 29enne è salva e il colpevole in custodia. Un lieto fine possibile grazie anche al fortunato passaggio di un’ambulanza nei pressi dell’area, e all’attento lavoro investigativo delle forze dell’ordine, che fin da subito si sono mobilitate per cercare il colpevole:
«Le indagini sono partite immediatamente e non si sono mai fermate fino al momento della costituzione dell’indagato – spiega il procuratore capo di Ravenna Daniele Barberini – i Carabinieri, sotto coordinamento della dottoressa Buganè Pedretti, hanno lavorato 24 ore al giorno per trovare il colpevole. Ipotizziamo che la scelta dell’indagato di costituirsi dipenda proprio dai risultati ottenuti nella fase investigativa».
Ad oggi l’uomo, costituitosi, è in custodia cautelare: «Non si è mostrato collaborativo, – specifica la Dott.ssa Buganè Pedretti – continuando a negare il coinvolgimento con la vicenda, dichiarando di essere all’estero al momento del fatto. Un’affermazione che non sta in piedi, dato che, le indagini delle forze dell’ordine dimostrano la sua presenza nel Ravennate».
La caccia all’uomo ha sfruttato ogni mezzo possibile, dalle testimonianze alle videocamere di sorveglianza, e ha visto agire sul campo un grande dispiegamento di forze. Fra queste il Gis (Gruppo di intervento speciale) dei Carabinieri, entrato in azione in alcune località che potevano costituire un possibile nascondiglio per il fuggitivo, fra cui una casa ubicata in altra provincia. La BMW usata dal presunto autore del tentato omicidio per recarsi sul luogo del delitto e darsi alla fuga è stata recuperata dai Carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna in provincia di Forlì-Cesena, nelle prime ore di oggi pomeriggio, 11 giugno.
Il lavoro investigativo non si è fermato qui, infatti sono stati presi in analisi le conoscenze e i precedenti spostamenti dell’uomo all’estero, per lui era pronto un mandato di arresto europeo. Forse proprio questo punto, come dichiarato dalla procura, ha messo in allarme il soggetto, in fuga in un altro stato, spingendolo a farsi avanti e costituirsi.
L’uomo è un 34enne bulgaro, privo di occupazione e invischiato nel giro della prostituzione ravennate. La notte del 19 maggio si è recato presso la cava accompagnato da un’altra donna 36enne, che incitava alla morte della vittima. Anche la donna al momento è sotto indagine con l’accusa di favoreggiamento ma non si esclude che il capo di imputazione possa essere modificato.
Il movente non è stato ancora svelato ma è stato specificato che entrambi i colpevoli conoscevano la vittima. Non si esclude la possibilità di un movente personale o legato al giro di prostituzione locale:
«Il fenomeno della prostituzione deve essere costantemente monitorato, poichè, come dimostra questo avvenimento, possono crearsi delle situazioni molto pericolose. – ha dichiarato il Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Andrea Lachi – Chi ha sparato l’ha fatto per uccidere, è stato un caso fortunato, ma non possiamo non prendere in considerazione la sua gravità. Come comando provinciale lavoriamo costantemente per contrastare la prostituzione in-door e out-door».
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