Lo scrittore ravennate Graziano Pozzetto ha pubblicato il suo ultimo libro: si intitola “I mangiari dell’infanzia” ed è edito da Il Ponte Vecchio. L’autore ripercorre un mondo perduto, quello dell’infanzia culinaria prima di merendine e cibi industriali, quello dei piatti della mamma e della nonna. Tutto questo attraverso 27 autorevoli voci romagnole.
In questo suo progetto – testimoniare ancora una volta, con la sua appassionata competenza di gastronomo e storico, il valore della cucina romagnola – Graziano Pozzetto muove da una memoria di Tonino Guerra, riconoscendo col grande maestro che nella vita «continuiamo a “mangiare l’infanzia”, grazie ad alcuni mitizzati e consueti piatti della mamma, di lunga e affettuosa consuetudine», giunti a noi attraverso gli anni.
Intorno a questa suggestione, vengono chiamate a raccolta numerose voci della Romagna più consapevole e più grande, da quelli che non ci sono più ai numerosi testimoni di oggi, chiamati a evocare colori e sapori, storie e leggende della cucina romagnola sotto la specie dell’infanzia, per dirne l’indiscutibile sapienza e rappresentarne il presente, erede, continuatore e rinnovatore di una tradizione culinaria senza paragoni [rc].
Testi e memorie di Graziano Pozzetto, Alfredo Antonaros, Tino Babini, Renato Brancaleoni, Cesare Brusi, Alberto Capatti, Marco Cappelli, Corrado Contoli, Igles Corelli, Umberto Foschi, Fuschini don Francesco, Franco Gabici, Rita Giannini, Laura Giorgi, Tonino Guerra, Giovanni Larghetti, Giovanni Lugaresi, Gianruggero Manzoni, Giovanni Manzoni, Salvatore Marchese, Piero Meldini, Luciano Minghetti, Davide Paolini, Primo Placci, Gianni Quondamatteo Aldo Spallicci, Mara Valentini, Mauro Zanarini.
Sono 30 i volumi pubblicati a suo nome dedicati alla cultura gastronomica. Ha all’attivo oltre 2.300 incontri in quarant’anni, che lo hanno reso un divulgatore molto attivo. L’incontro tra le pietanze e l’antropologia è espresso chiaramente nelle sue opere, l’arte culinaria a suo parere passa per lo studio e l’uso di prodotti locali che al meglio possono esaltare il territorio e la sua lunga storia contadina.
Dai prodotti tipici alle eccellenze culinarie, Pozzetto codifica la cultura romagnola a suon di forchetta. Non c’è azdora in tutto il territorio romagnolo che rinuncerebbe a uno dei suoi capolavori. Nato a San Biagio d’Argenta nel 1942, all’incrocio delle province di Ravenna, Ferrara e Bologna, è uno dei massimi esperti di cucina emiliano-romagnola e tra i fondatori storici dell’Arcigola-Slow Food. Lo scrittore ravennate ha alle spalle importanti riconoscimenti locali e nazionali, tra cui ama ricordare in particolare il Premio Guidarello nel 2008 e il premio letterario Bancarella dedicato alla gastronomia, dove è stato finalista con alcuni libri e nel 2011 premiato alla carriera.
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