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Per l’ottava edizione sono stati selezionati quarantaquattro artisti che compongono un percorso variegato, ricco e irriverente: dalla rappresentazione delle tre fiere come un affettuoso cucciolo a tre teste, al Dante intrappolato nel suo scheletro, ma anche maschere affibbiate alla figura dello stesso o privazioni del caratteristico naso e alcune riflessioni sulle figure femminili che fanno parte della Divina Commedia.
Curata da Sebastiana Nobili, Laura Pasquini e Alighiera Peretti Poggi, la mostra si propone di celebrare Dante attraverso le opere che a lui dedicò il pittore bolognese Wolfango Peretti Poggi, acuto lettore e interprete della Divina Commedia. La mostra espone inoltre alcuni disegni monocromi che il pittore realizzò all’inizio degli anni Duemila su pregiata carta Tintoretto, utilizzando una cannetta di bambù e mallo di noce come inchiostro: sono le “Similitudini dantesche”, estrapolate dal testo poetico per il loro carattere eminentemente “astorico”.
In mostra, il punto di connessione tra le poetiche di Valerio Anceschi e Luca Scarabelli, individuato nel rapporto tra concetto di “levità” e quello di “gravità”. La “levità” è intesa nel senso di una leggerezza formale, più che materiale, quando si dà attenzione al vuoto come elemento attivo di ogni elaborazione scultorea che si relaziona con l’ambiente, ma anche nel senso di un alleggerimento del significato assertivo e monumentale che essa ha, introducendo motivi di sottile ironia. La “gravità”, invece, si relaziona alla presenza fisica, del suo rapporto con la dimensione del suolo, dell’attrazione verso terra, ma anche alla sua capacità, attraverso la sua combinazione con le qualità della “leggerezza”, di evocare temi e discorsi che aspirano a una profondità di senso.
“Noi Come Loro” nasce dal progetto fotografico di Lavinia Nitu intitolato “May We Be Them” e vuole rappresentare i doppi standard con cui la società si sta confrontando nei vari ambiti sociali, lavorativi e linguistici, ponendo l’attenzione sulla parità di genere nel mondo dell’arte, in uno spazio dedicato esclusivamente alle prospettive e alle voci delle donne, con l’intento di catturare l’anima e la bellezza della natura attraverso la connessione profonda tra l’essere umano e l’ambiente naturale.
Una mostra che, grazie ad un percorso che unisce lla mostra MAI UEI nasce dall’idea di Stefano Babini, il fumettista lughese che nonostante la la mostra MAI UEI nasce dall’idea di Stefano Babini, il fumettista lughese che nonostante la distruzione provocata dalle acque alluvionali che hanno invaso il suo studio compromettendo parte delle sue opere decide di mostrare alcuni disegni della sua produzione.
Il Museo ospiterà quattro ampie mostre di tavole originali di alcuni tra i più grandi nomi della scena internazionale del fumetto: due maestri scomparsi la cui opera continua ad affascinare le nuove generazioni, Andrea Pazienza e il giapponese Kazuo Kamimura, e due fumettisti tra i più amati e premiati della scena contemporanea, Manuele Fior e Paolo Bacilieri. Una quinta mostra collettiva accenderà i riflettori sui lavori di giovani autrici e autori esordienti scoperti e lanciati da Coconino Press: BeneDì (Benedetta D’Incau), Silvia Righetti e Rambo Pavone, a testimonianza della vivacità e pluralità di stili e storie narrate da una nuova, brillante generazione di autori che si è appena affacciata sulla scena
Il lavoro di Luca Piovaccari è un lavoro sui margini. Margini tra fotografia e installazione, margini tra disegno e pittura, margini tra natura e artificio, margini tra paesaggio residuale e paesaggio antropico. Strappare lungo i bordi con cura è il suo modo di procedere, una dichiarazione di poetica del suo cammino di transumante silenzioso che iniziato più di tre decenni fa e il nucleo di opere in mostra ne segna, “con cura”, le tracce.
In mostra le immagini dei generatori, dei motori e delle enormi pompe utilizzate fino alla fine degli anni ‘80 insieme al racconto della storia dell’edificio e dei generatori che in tempo di guerra hanno alimentato anche la rete elettrica per l’illuminazione pubblica della città.
Si tratta di una mostra di pittura, con 11 artisti del ‘900, legata alla celebrazione di ben due centenari: quello della nascita dell’Aeronautica Militare e la 1° vittoria automobilistica di Enzo Ferrari nel circuito di Savio di Ravenna. Entrambi sono strettamente connessi alla figura dell’aviatore lughese Francesco Baracca.
La mostra dell’artista coreano Park Eun Sun presenta il lavoro scientifico dell’artista sulla materia attraverso 14 opere esposte nella mostra a cielo aperto, per incentivare la rinascita e la fruizione della cultura portando l’arte contemporanea nel quotidiano e nel vivere cittadino. I marmi e i graniti vengono scolpiti, levigati ed infine spaccati per poi essere ricomposti. Queste crepe sono per l’artista metafora della vita, le cicatrici della sofferenza insita nell’esistenza ma al contempo simbolo di ricostruzione e rinascita.
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