Di seguito si pubblica la lettera aperta di un cliente del veterinario Mauro Guerra, imputato per maltrattamenti e uccisione di animali, detenzione illegale di farmaci, smaltimento illecito di rifiuti speciali, falsificazione di libretti sanitari, frode in commercio e reati tributari: in tutto 27 capi di imputazione. Sono in tanti i sostenitori del veterinario di Sant’Antonio, che, ad ogni udienza del processo, manifestano fuori dal Tribunale. La lettera è firmata da Francesco Frisone, proprietario di un pastore tedesco di nome Axel.
«Killer, influencer, santone, trascinatore di folle, sicario e seviziatore di animali, evasore fiscale, venditore abusivo di miele, falsificatore, truffatore, evasore e chi più ne ha più ne metta. Così viene descritto – esordisce Francesco Frisone – in un articolo apparso pochi giorni fa sul maggiore quotidiano emiliano-romagnolo, il dott. Mauro Guerra, veterinario ravennate attualmente sotto processo».
«lo sono possessore di un cane, si chiama Axel, da tredici anni seguito, assistito e curato dal dott. Guerra. Non ho letto (ma può essermi sfuggita) alcuna nuova notizia o fatto che possa giustificare l’articolo che sembra essere solo una “curiosa” e colorita replica di quanto già noto e ampiamente trattato dalla locale carta stampata: perché dunque replicare una notizia già “bruciata” e priva di una imminente scadenza processuale?».
«Non è certamente il dott. Guerra – prosegue – (nonostante la scelta del rito immediato) ad essere in attesa di conoscere a giorni la sentenza di un processo che peraltro è appena iniziato: servono ancora (sempre secondo quanto apparso sullo stesso giornale) almeno tre o quattro mesi! È un tono giornalistico che lascia intravedere ancora una volta un velato disprezzo o stonata coloritura negativa: io non sono
un “fan” e nemmeno un “follower” o peggio “seguace” del dott. Mauro Guerra: peraltro, per scelta personale, non ho mai frequentato i “social network”».
«lo sono – prosegue Frisone – solo uno dei circa duecento possessori di animali che hanno manifestato davanti al Tribunale e non ritengo di aver “ceduto” alla tentazione di un influencer o peggio al “protagonismo” tipico dei “tifosi” o ancora peggio “seguaci”, che l’autore dell’articolo sembra definire come appartenere alle “migliori tradizioni liturgiche”. Pertanto faccio osservare che quel giorno non erano presenti sull’aiuola davanti al Tribunale di Ravenna duecento “fan” o “follower” o “seguaci” (tutti liturgicamente riuniti come gli appartenenti ad una setta in attesa del santone) ma io, insieme ad altre centonovantanove altre vite di animali domestici, ho fornito, libera e consapevole presenza e rappresentanza al mio Axel, pastore tedesco curato ed assistito da un veterinario nei confronti del quale ho sempre provato fiducia e rispetto».
«Si provi un po’ di rispetto- conclude – , per lo meno verbale, nei confronti di una persona in attesa di giudizio e rispetto (per lo meno verbale) anche nei confronti del mio cane, ormai da un anno paraplegico a causa di una malattia neurologica che lo tiene immobilizzato su un lettino. Axel, così si chiama il mio cane, è stato sempre ben seguito, curato e assistito dal dott. Mauro Guerra. lo sono e sarò sempre uno dei duecento “testimoni”, quel giorno liberamente presente sull’aiuola davanti al Tribunale di Ravenna in
rappresentanza della storia e di questo ormai “scampolo finale di vita” che rimane al mio amatissimo Axel!»
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