Soppressione della scuola Pascoli di Riolo Terme e Casola. I sindacati «Continueremo a opporci»

Il piano di dimensionamento della rete scolastica, in riferimento all’anno scolastico 2024/2025 prevede la soppressione della scuola Pascoli di Riolo Terme e Casola Valsenio. L’istituto comprensivo Pascoli, secondo il piano, dovrebbe aggregarsi con l’istituto alberghiero statale Pellegrino Artusi di Riolo Terme. Cgil, Cisl, Uil hanno indetto una riunione con la Provincia di Ravenna. Ecco il commento dei sindacati.

Dimensionamento della rete scolastica

«Prosegue, purtroppo – esordiscono i tre sindacati -, il piano di dimensionamento della rete scolastica del Paese messo a punto da questo Governo, che si sostanzia in un vero e proprio taglio di risorse finanziarie e professionali a danno della scuola pubblica determinando il completo stravolgimento della rete scolastica».

«Nelle scorse settimane è stato respinto da parte della Corte Costituzionale il ricorso presentato da alcune Regioni, tra cui l’Emilia Romagna, contro il dimensionamento della rete scolastica. La Regione Emilia Romagna si trova, così, a dover dare seguito ai provvedimenti normativi di soppressione di alcune autonomie scolastiche».

Soppressione della scuola Pascoli di Riolo Terme e Casola Valsenio

«Il piano di dimensionamento della rete scolastica – continuano -, in riferimento all’anno scolastico 2024/2025, assegna alla Provincia di Ravenna 43 autonomie scolastiche, quindi una in meno rispetto all’assetto attuale. Il 18 dicembre si è svolta, su richiesta di convocazione d’urgenza delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, la riunione della Commissione di Concertazione della Provincia di Ravenna con all’ordine del giorno la questione del dimensionamento che, nel nostro territorio, riguarda la previsione della soppressione dell’istituto comprensivo statale Pascoli di Riolo Terme e Casola Valsenio e la contestuale aggregazione con l’istituto alberghiero statale Pellegrino Artusi di Riolo Terme».

«Seppure consapevoli – concludono i sindacati – che siamo di fronte ad una scelta fatta secondo il criterio di arrecare il danno minore alle realtà scolastiche, siamo di nuovo obbligati a ribadire la netta contrarietà a questo provvedimento. Una contrarietà che parte a monte a livello nazionale e che non possiamo non ribadire anche per i suoi effetti a livello territoriale. Avvieremo subito il dovuto confronto con queste comunità scolastiche e continueremo a opporci in tutte le sedi e i modi possibili a questo piano di dimensionamento che ridurrà progressivamente l’organico dei dirigenti scolastici, dei Dsga, degli Ata, dei docenti e del numero complessivo delle scuole».

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