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Com’è nata l’opportunità di lavorare a Sanremo?
Ho iniziato nel 2020 con Wella Professionals. Poi c’è stata un’interruzione a causa della pandemia nel 2021 e 2022. Quest’anno, finalmente, tornerò dietro le quinte con Al Pacino Look Maker. Oltre al festival, seguiremo anche diverse altre produzioni Rai in diretta quali “La vita in diretta”, “Citofonare Rai 2”, “Oggi è un altro giorno”.
Come trova a lavorare nei backstage del più famoso festival della musica Italiana?
Lavorare a Sanremo è ben diverso da lavorare in altri backstage: non c’è un piano definito da seguire, è una continua diretta e non si sa mai cosa si farà di preciso, come lo si dovrà fare e con chi. Cosa ricordo della mia esperienza nel 2002? Ogni si faceva una riunione con i colleghi per capire come muoversi in quella giornata. Tutto dipendeva dalla necessità della produzione.
Dal suo punto di vista di parrucchiere, è come essere in un salone un po’ speciale?
Sì, le dinamiche sono simili anche se diverso è il contesto. Ci sono i casi in cui si conosce la persona, il suo stile e si sa come comportarsi e poi ci sono le circostanze i cui si ha a che fare con persone nuove quindi, si parla con loro, ci vuole consulenza, bisogna relazionarsi un po’ per offrire il risultato migliore.
Nelle altre sue esperienze da backstage è diverso il modo di organizzare il lavoro?
Sì. In altre situazioni come, ad esempio, la “Fashion Week” a cui ho avuto la fortuna di partecipare, tutto è invece organizzato e programmato, ci sono delle linee guida definite e precise da seguire.
Fra gli artisti acconciati al festival 2020, di chi conserva un ricordo particolare?
Senza dubbio, Lewis Capaldi che era ospite alla serata dedicata alle cover. Si è rivelato molto tranquillo e disponibile. Ma in generale è stato bello vedere come si muovono questi artisti internazionali in un backstage.
Cosa le ha insegnato questa esperienza?
A non fermarmi mai e a scoprire di continuo cose nuove. Anche se l’esperienza nel tempo può aiutare a capire come muoversi meglio, in realtà è sempre bello stupirsi. La cosa bella di questo lavoro, come immagino di molti altri, è proprio quella di viverlo come una continua novità. Bisogna essere sempre pronti a incamerare e ad aggiornare il proprio bagaglio culturale in materia.
Com’è nata la sua passione?
Ho sempre amato questo lavoro fin da quando ero un ragazzino, ho portato avanti questa mia passione nel tempo, l’ho coltivata e poi mantenuta, facendo esperienze diverse. Poi, nel 2001 ho aperto la mia attività.
[vc_single_image image=”37878″ img_size=”large”]È soddisfatto del suo lavoro?
Sono felicissimo, della mia attività e dei miei collaboratori, senza di loro non potrei far nulla. Ho la fortuna di avere una bella équipe che mi supporta e di conseguenza anche io supporto loro. I numeri non possono che essere positivi alla fine.
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