Questi gli assaggi scelti:«Gli alberi monumentali censiti e tutelati hanno un’età che si attesta intorno a diverse centinaia di anni; in alcuni casi millenni. All’albero più vecchio dell’Emilia Romagna, il Cipresso di Verucchio, viene attribuita un’età di 800 anni: secondo la tradizione sarebbe stato piantato da San Francesco».[vc_single_image image=”12115″ img_size=”full”]«Testimoni solitari di epoche lontane nel tempo, sopravvissuti a cambiamenti che ne certificano il valore biologico eccezionale. Giganti della natura, nei quali il valore naturalistico si salda con quello storico e culturale. Ognuno di loro si è formato in tempi, ambienti e vicissitudini storiche peculiari. Questi patriarchi verdi sono anche gli unici superstiti di antichi paesaggi perduti, testimoni viventi che sono riusciti a sopravvivere ai colpi inferti da un contesto ambientale le cui attività umane hanno reso spesso difficile e ostile».«La memoria, come ci spiega l’enciclopedia Treccani, è “in generale, la capacità comune a molti organismi, di conservare traccia più o meno completa e duratura degli stimoli esterni sperimentati e delle relative risposte”. I grandi alberi vetusti rappresentano scrigni di memoria».[vc_single_image image=”6938″ img_size=”medium”]
GIULIA REINA
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