maria ponti
Nascono le prime cooperative femminili, sparse un po’ in tutta Italia, che convergono nella Società Cooperativa Industrie Femminili Italiane, nata nel 1903 a Roma, fra le cui socie si annoverano la regina Margherita e la duchessa d’Aosta. Nel frattempo, in Europa è in atto un grande movimento di modernizzazione: si stanno affermando le associazioni delle attiviste, le suffragette, che richiedono l’ottenimento del diritto al voto, a cui la contessa aderisce.Maria fonda a Ravenna, nel 1897, la Biblioteca Storica Andrea Ponti, dedicata al padre, seguita nel 1900, da un’omonima a Imola. Si tratta di una biblioteca circolante, come quella fondata dalla sorella Antonia Ponti Suardi a Bergamo, che raggiunge le classi lavoratrici, favorisce la diffusione delle opere letterarie anche fra i ceti meno abbienti, ma soprattutto permette alle giovani donne di accedere a quell’istruzione che viene loro troppo spesso negata.
Fautrice di una scuola laica, biasima il metodo di insegnamento prettamente nozionistico, così in voga al tempo, e istituisce una serie di cataloghi, editi tra il 1898 e il 1903 per stimolare lo studio critico e la curiosità intellettuale. L’importanza dell’istruzione è per Maria un argomento fondamentale, perciò scrive un saggio in cui analizza i possibili interventi scolastici: l’istituzione del doposcuola e dei ricreatori, l’inclusione dei bambini con diverse abilità, la formazione degli insegnanti, la questione dell’analfabetismo e le possibili soluzioni.
Stabilitisi definitivamente a Roma, i coniugi dimorano presso palazzo Santacroce, vicino a Campo de’ Fiori, un imponente edificio di famiglia di fine XVI – inizio XVII secolo. Nel 1902 Maria Ponti Pasolini è membro del Comitato centrale della Società Dante Alighieri. Appassionata, come il marito, di architettura e di beni culturali, è socia dell’Associazione Artistica fra Cultori di Architettura, fondata a Roma nel 1890, una tra le prime istituzioni a occuparsi dello studio, della conservazione e della tutela del patrimonio culturale italiano.[vc_single_image image=”35860″ img_size=”full” add_caption=”yes”]L’amore per il bello e i suoi studi sul paesaggio portano Maria a impreziosire il giardino della villa Pasolini dall’Onda di Montericco, vicino a Imola, con cespugli di rose antiche, moderne e roselline Bengala. Un luogo armonioso che ha certamente contribuito alla formazione dei due fratelli Niccolò e Desideria Pasolini dall’Onda (altra donna fenomenale della famiglia), eredi di Maria, che sono fra i fondatori dell’associazione Dimore Storiche e di Italia Nostra. Oggi questo luogo è inserito a pieno titolo nel circuito dei Grandi Giardini Italiani.
Maria Ponti Pasolini dall’Onda muore a Roma nel gennaio 1938. Cosa rimane di lei a Ravenna? Innanzitutto, un bellissimo palazzo in piazza XX Settembre, più nota ai ravennati come piazza dell’Aquila. È un edificio del XVII secolo, più volte rimaneggiato e la cui facciata attuale risale al 1904-1905. All’interno, come molti altri palazzi patrizi della nostra città, si conservano alcuni dipinti a tempera attribuiti alla scuola di Felice Giani, segno che agli inizi dell’Ottocento queste decorazioni sono di gran moda. Inoltre, vi si trovano arredi originali, opere d’arte e una ricca collezione libraria, oltre a una maschera funebre di Napoleone.
Non possiamo che ringraziarla, perché è anche per merito di figure coraggiose e moderne come lei che abbiamo ottenuto tante delle nostre conquiste odierne.[vc_single_image image=”5551″ img_size=”medium”]SERENA ZECCHINI
È laureata con Lode, sia nel corso di Laurea Triennale in Beni Culturali che nel corso di Laurea Magistrale in Beni Archeologici, Artistici e del Paesaggio: Storia, Tutela e Valorizzazione, presso l’Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna. Ha conseguito l’abilitazione alla professione di guida turistica nel 2013.
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