Si è svolta ieri mattina, 2 maggio, l’udienza preliminare che vede un 49enne di Massa Lombarda – educatore dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna – accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di una collega. L’uomo le avrebbe infilato una mano sotto al vestito.
La molestia, nello specifico, sarebbe avvenuta il 16 giugno scorso, intorno alle 19 nell’ufficio di Lugo. Lei, allora 39enne, era al telefono e stava trattando un caso delicato, lui – fingendo di volerle dare conforto – avrebbe cominciato ad accarezzarla, fino a scendere sotto al vestito. Il gesto dell’uomo avrebbe provocato una paralisi nella donna – in gergo ‘freezing‘ – da cui sarebbe riuscita a ridestarsi solo una quindicina di minuti dopo, interrompendo la chiamata e allontanandosi.
Davanti al giudice per l’udienza preliminare (gup), Corrado Schiaretti, si sono costituite come parti civili la donna, che chiede un risarcimento di 12mila euro; l’associazione Demetra, a cui lei si era rivolta, che ha chiesto una cifra simbolica da investire nell’attività di sportello antiviolenza, e la consigliera regionale delle Pari Opportunità.
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