La Regione Emilia-Romagna ha convocato Trenitalia-Tper, Rfi(Rete ferroviaria italiana) e i pendolari per fare il punto sui problemi della linea Bologna-Ravenna, considerata dal report di Legambiente una delle peggiori d’Italia. Il vertice è stato chiesto a gran voce, nella giornata del 15 febbraio, dallo stesso sindaco di Ravenna Michele De Pascale, a cui ha risposto l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini, spiegando di aver già fissato un incontro in settimana.
Nel frattempo, anche nella mattina di venerdì 16 febbraio, tante persone sono rimaste a piedi o hanno preso il treno in forte ritardo a causa di un guasto agli impianti di circolazione a Russi. Si prevedono ritardi fino a 60 minuti, cancellazioni o variazioni sulle linee Castel Bolognese-Ravenna e Ravenna-Faenza.
Tra gennaio e giugno 2023 circa un treno su 5 sulla tratta Bologna-Rimini via Ravenna ha avuto ritardi, mentre il 10% dei treni è stato soppresso. Anche escludendo i dati di maggio e giugno 2023- in cui il tratto è stato interrotto a causa dell’alluvione -, la puntualità rimane invariata attorno all’80%, mentre il target regionale dovrebbe essere superiore al 90%. Inoltre, in rapporto al numero di passeggeri trasportati, la direttrice Ravenna-Bologna è senza dubbio quella che apporta maggiori disagi al maggior numero di persone.
«Stiamo parlando del collegamento fra due città capoluogo importantissime – ha commentato De Pascale – utilizzato da moltissimi pendolari, lungo il quale insistono città importanti e che oggi presenta, sia per quanto riguarda le tratte che servono tante destinazioni che per quelle dirette, servizi assolutamente insufficienti».
«Senza dimenticare – continua – che, in particolare nel periodo estivo, è utilizzato anche dai turisti, in un bacino, quale quello di Ravenna, Cervia, Cesenatico e dei comuni a nord del Riminese, che in pochi mesi dell’anno registra ben oltre dieci milioni di presenze. Anche le associazioni degli albergatori da tempo reclamano maggiore attenzione su questa linea, anche in relazione ai lavori per il passante di Bologna e l’adeguamento della statale 16. Si tratta di una situazione non più tollerabile».
Sul tema è intervenuto anche Gianfranco Spadoni, consigliere comunale di Lista per Ravenna. «Quella di Legambiente – commenta Spadoni – è l’ennesima segnalazione che ciclicamente si ripete e che conferma come negli ultimi cinquant’anni la linea non sia stata oggetto di alcun intervento migliorativo. Anzi, se possibile, la situazione nel tempo è gradualmente peggiorata fino a realizzare il cronico isolamento della città, sia sotto l’aspetto del trasporto dei passeggeri, sia sotto il versante del trasporto merci in cui emergono palesi criticità più volte segnalate dai settori portuale e produttivo».
«Anche le amministrazioni comunali che si sono succedute a Ravenna non hanno mai fatto leva sul trasporto su rotaia, sia nei confronti di RFI sia con la Regione Emilia Romagna, corresponsabili della grave carenza di questa modalità essenziale per il lavoro, il turismo e l’università. E i risultati, nostro malgrado, sono sotto gli occhi di tutti. Purtroppo la sensazione è che la fotografia del trasporto ferroviario non si limiti solo alla tratta fondamentale Ravenna- Bologna, ma riguardi non meno anche il collegamento con Ferrara, ad ulteriore conferma dell’isolamento della nostra città».
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