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Le mura di Ravenna attraverso i secoli

porta Teguriense Ravenna

L’antica città di Ravenna, attraversata dalle acque del fiume Padenna, ramo meridionale del Po di Primaro, era costituita da piccoli isolotti collegati con ponti come una piccola Venezia.

Si hanno testimonianze di un oppidum municipale conformato a castrum difensivo, di forma rettangolare, già in età repubblicana con il cardo massimo incrociato al decumano massimo non in maniera ortogonale per la presenza del corso d’acqua Padenna.

Secondo una vecchia tradizione il primo circuito murario risale alla prima età imperiale (I secolo d.C.), quando l’imperatore Claudio fece costruire l’imponente Port’Aurea, un’elegante trabeazione marmorea in stile corinzio a due fornici. L’area cinta aveva una forma pressoché quadrata non regolare e piuttosto ristretta.

Un intervento di fortificazione delle antiche mura fu realizzato in epoca tardo antica, nella prima metà del V secolo, ad opera degli imperatori Onorio e Valentiniano III, quando Ravenna fu capitale dell’Impero romano d’Occidente. La superficie occupata dalle mura, risultava di 166 ettari, molto più estesa (circa 5 chilometri), edificate con laterizi di recupero insieme a materiale lapideo, in cui si aprivano numerose porte e posterule in gran parte perdute o sepolte.

Dalle indagini archeologiche le mura molto poderose raggiungevano un’altezza di 10 metri con spessore di circa tre metri.

Nel corso del XIV secolo, in epoca polentana, le mura imperiali continuano a persistere, rafforzate da nuovi ingressi fortificati soprattutto sui passaggi viari principali; le porte si arricchiscono di torrioni circolari merlati con funzione difensiva come Port’Aurea a sud-ovest.

Nel XV secolo, quando la Serenissima subentrò al malgoverno polentano, furono avviati intesi lavori di fortificazione delle mura tardo antiche rimaste dal podestà veneto Domenico Diedi. Fu aggiunto un nuovo spessore di laterizi e i tratti più bassi e quelli merlati furono tamponati e pareggiati. Vennero chiuse dieci delle quattordici porte esistenti, rimanendo quattro porte, lungo i quattro punti cardinali: Porta Adriana, Porta Sisi, Porta Gaza e Porta San Mama.

Nel corso del XIV secolo, in epoca polentana, le mura imperiali continuano a persistere, rafforzate da nuovi ingressi fortificati soprattutto sui passaggi viari principali; le porte si arricchiscono di torrioni circolari merlati con funzione difensiva come Port’Aurea a sud-ovest.

Nel XV secolo, quando la Serenissima subentrò al malgoverno polentano, furono avviati intesi lavori di fortificazione delle mura tardo antiche rimaste dal podestà veneto Domenico Diedi. Fu aggiunto un nuovo spessore di laterizi e i tratti più bassi e quelli merlati furono tamponati e pareggiati. Vennero chiuse dieci delle quattordici porte esistenti, rimanendo quattro porte, lungo i quattro punti cardinali: Porta Adriana, Porta Sisi, Porta Gaza e Porta San Mama.

Fu innalzata la torre angolare Zancana, dal nome del podestà che la fece erigere, composta da un paramento murario finemente decorato da una cornice marmorea, poi parzialmente demolita nel 1730 per far posto ad una piccola chiesa, detta poi della Madonna del Torrione, che doveva ospitare un’immagine della Madonna del Sudore. L’opera veneziana di consolidamento fu completata con la costruzione di una fortezza nel 1457-70, denominata Brancaleone, collocata a nord-est della cinta tardo antica e posizionata in modo tangente alle mura esistenti, tratto più debole di fronte agli attacchi degli assalitori che i veneziani avrebbero facilmente controllato dal mare. Alla fortificazione aggiunsero Porta Nuova che si collegava alla porta di accesso della cittadella.

A partire dal XIX secolo, le mura imperiali subiscono danneggiamenti come la costruzione della stazione ferroviaria nel 1863 e la costruzione dell’officina del gas che determinò altri abbattimenti nel lato nord, a fianco di Porta Serrata.

Nel 1921 fu abbattuto il tratto da Porta Adriana nei pressi di via Oberdan e via Cura per permettere la realizzazione della circonvallazione al Molino nel dopoguerra.

Oggi delle antiche mura restano circa 2,77 km in buono stato di conservazione, anche se spesso parzialmente demolite o abbassate, nella zona sud-ovest della città e nell’area orientale presso la Rocca Brancaleone.

antiche mura di Ravenna

Recenti scoperte archeologiche hanno riportato alla luce, ciò che nel corso dei secoli era stato occultato dalla mano dell’uomo per soddisfare nuove attività economiche, come una struttura muraria di grandi dimensioni rinvenuta nell’agosto-settembre del 2020, al di sotto della Darsena, facente parte delle mura tardoantiche.

La costante presenza dell’acqua nel luogo di ritrovamento ha reso necessario da parte degli archeologi di rimuovere la muratura antica e ripristinarla nell’area odierna, ossia il sottopassaggio della stazione ferroviaria.

Questa, larga circa tre metri, è costituita da laterizi di medie e grandi dimensioni legati da letti di malta cementizia grigia, la cui base era costruita con frammenti lapidei provenienti da antichi edifici.

Oltre a ciò è emersa dopo un lungo restauro conservativo da parte della Soprintendenza, a dicembre 2021 nella zona di San Vitale, poco distante dalla Porta Adriana, la Porta Teguriense, dal nome del fiume Tegurio (Lamone), che scorreva a nord. Si trattava di uno degli accessi più importanti della città perché portava alla zona monumentale e religiosa durante i fasti dell’antica capitale.

L’arco della porta subì un ampliamento per la creazione di una torre, usata con funzione difensiva in età medioevale poi come punto di raccolta delle acque convogliate fuori le mura e nel XVIII secolo come parte della cinta daziaria.

MANUELA GUERRA

La sua formazione archeologica acquisita con gli studi universitari le ha permesso di cogliere l’arte nelle sue molteplici forme come creazione unica dello spirito umano. Nel 2005 ha conseguito l’abilitazione come guida turistica per la città di Ravenna. Con il conseguimento dell’abilitazione linguistica alla lingua spagnola nel 2009 ha organizzato tour per gruppi in lingua spagnola; altresì ha realizzato visite guidate legate a varie tematiche inerenti esposizioni temporanee di opere appartenenti a differenti generi artistici del territorio regionale. Recentemente il suo interesse per l’ambiente naturale, ecosistema ricco di biodiversità, le ha permesso di svolgere ricerche nel seguente ambito e l’ha portata a diventare nel 2022 guida ambientale-escursionistica regionale AIGAE.

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