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“La Milanesiana 2022” di Elisabetta Sgarbi anche a Faenza il 12 luglio con Tre allegri Ragazzi Morti ed Extraliscio

la milanesiana

La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, arriva il 12 luglio in Piazza Nenni a Faenza per una serata piena di energia grazie all’imprevedibile concerto Tre allegri ragazzi morti feat. Extraliscio, testimone il grande chitarrista Massimo Zamboni.

 

Si comincia con l’introduzione di Elisabetta Sgarbi e i saluti istituzionali del Sindaco di Faenza Massimo Isola.

Il prologo letterario è affidato a Massimo Zamboni, artista musicale, storico chitarrista di CCCP – Fedeli alla linea e CSI – Consorzio Suonatori Indipendenti.

 

Dopo essersi sfidati, da un’idea di Elisabetta Sgarbi, al Teatro Carcano di Milano davanti a centinaia di tifosi, ed esserne usciti entrambi vincitori, Tre allegri ragazzi morti e Extraliscio, guidati da Mirco Mariani, tornano a condividere una serata che si preannuncia ricca di sorprese. Due band che vengono da mondi diversi ma guardano nella stessa direzione: da una parte gli Extraliscio, che uniscono la tradizione popolare alla sperimentazione musicale, prodotti e guidati da Betty Wrong Edizioni Musicali, dall’altra i Tre Allegri Ragazzi Morti, che portano avanti da decenni con l’etichetta La Tempesta la bandiera dell’autoproduzione della musica indipendente italiana. Insieme superano i confini, mescolano malinconia e festosità, incrociano le visioni, per dare vita a un concerto che riscrive la musica!

 

Ingresso gratuito con prenotazione www.eventbrite.it/e/biglietti-tre-allegri-ragazzi-morti-feat-extraliscio-371227390117.

In collaborazione con Regione Emilia-Romagna.

 

 

Il dispositivo integra gli strumenti già in dotazione alle forze dell’ordine, che ora potranno tutelare più efficacemente la sicurezza dei cittadini e la propria incolumità. Per il corretto utilizzo del nuovo dispositivo, il personale ha frequentato uno specifico percorso di formazione tecnico-giuridica, teorica e pratica.

Biografia Massimo Zamboni

Nato nella provincia più rossa della rossa Emilia – è sempre stato affascinato artisticamente dall’immaginario e mito sovietico, da quando nel 1982 ideò assieme Giovanni Lindo Ferretti i CCCP – Fedeli alla Linea, un gruppo punk con grande seguito di pubblico e oggi celebrato in tutti i libri di storia della musica. Una band che si definì “filosovietica”, parente stretta di Mishima e Majakovskij e del dadaismo russo, che produceva “musica melodica emiliana” e guardava all’Est per ragioni etiche ed estetiche, in contrapposizione al richiamo americano imperante in quegli anni di benessere e rampantismo. Proprio a Mosca e a Leningrado nella primavera del 1989 i CCCP tennero, dopo due piani quinquennali, il loro tour conclusivo. Crollato il Muro e scioltasi nel 1991 l’Unione Sovietica, messi in soffitta i veementi proclami i CCCP posero fine al loro progetto artistico. Le loro ceneri generarono alcuni anni dopo i CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti) che, con questo acronimo che strizzava l’occhio alla neocostituita Confederazione degli Stati Indipendenti, hanno solcato i palchi italiani per tutti gli anni Novanta, arrivando nel ’97 al primo posto in classifica dell’Hit Parade italiana. Conclusa quell’esperienza, Zamboni ha poi intrapreso una carriera solista con nuovi album (Sorella sconfitta, 2004; L’inerme è l’imbattibile, 2008; L’estinzione di un colloquio amoroso, 2010; Una infinita compressione procede lo scoppio, 2013), musiche per il cinema (tra le quali Benzina, 2001; Velocità massima, 2002; L’orizzonte degli eventi, 2005; Terapia d’urto, 2006, Il mio paese, 2006; God Save The Green, 2012, Il nemico. Un breviario partigiano, 2015) e il teatro (La detestata soglia, 2010; Biglietti da camere separate, 2011), ma soprattutto è diventato scrittore, con la pubblicazione di sette libri (tra i quali In Mongolia retromarcia, Giunti, 2000; Emilia parabolica, Fandango, 2002; Il mio primo dopoguerra, Mondadori, 2005; L’eco di uno sparo, Einaudi, 2015; Anime galleggianti, La nave di Teseo, 2016, Nessuna voce dentro, Einaudi 2017, La Trionferà, Einaudi 2021.

Biografia Tre Allegri Ragazzi Morti

Conosciuti per le loro performance mascherate e i live di rock essenziale, Tre allegri ragazzi morti sono considerati tra i pilastri della scena indipendente italiana: oltre venticinque anni di musica, indipendenza e avventure, più di millecinquecento concerti, dischi, fumetti, maschere, disegni, sogni e la fondazione di un’etichetta (La Tempesta) che ha dato voce a tantissimi nuovi artisti.

Biografia Extraliscio

Gli Extraliscio sono la band capitanata dallo scienziato pazzo dei suoni Mirco Mariani, insieme al clarinettista Moreno Conficconi (“il Biondo”), prodotti da Betty Wrong Edizioni Musicali. È del 2020 il film di Elisabetta Sgarbi Extraliscio – Punk da Balera. Si ballerà finché entra la luce dell’alba (Premio SIAE per il talento creativo e Premio FICE-Federazione Italiana dei Cinema d’Essai a Mantova), distribuito nelle sale italiane come evento da Nexo Digital. Sempre nel 2020, il gruppo ha composto la canzone ufficiale del Giro d’Italia 103 “GiraGiroGiraGi” e le due sigle de La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi: la prima, strumentale, dal titolo “Il ballo della Rosa” e la seconda, cantata, dal titolo “Milanesiana di Riviera”.

Il 2021 è stato l’anno che li ha fatti conoscere al grande pubblico. Gli Extraliscio feat Davide Toffolo hanno partecipato al 71° Festival di Sanremo con il brano Bianca Luce Nera. Il 5 marzo è uscito il doppio album È bello perdersi (prodotto da Betty Wrong Edizioni Musicali / distribuzione Sony Music). Hanno firmato, scritto ed eseguito alcuni brani della colonna sonora di Lei mi parla ancora, film di Pupi Avati, tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Sgarbi. Un lungo viaggio in ascesa passato in un solo anno anche per la Mostra del Cinema di Venezia, con il filmino “La nave sul monte” di Elisabetta Sgarbi, il Salone del libro di Torino, con il loro primo libro “Extraliscio. Una storia punk ai confini della balera” (La nave di Teseo), e per il Torino Film Festival con il filmino, sempre di Elisabetta Sgarbi, “In Amazzonia”. Il suono degli Extraliscio ha incantato il pubblico fino a superare i confini italiani, incrociando tradizione e avanguardia. Sono stati in tour in tutta Italia, a Parigi per La Milanesiana e a Miami per la Hit Week, sempre accompagnati sul palco da un’orchestra di grandi musicisti. Hanno suonato a Taranto e Matera con l’orchestra sinfonica della Magna Grecia diretta da Roberto Molinelli. Nel 2022 sono tornati per il secondo anno sul palco del Primo Maggio di Roma. Hanno pubblicato il 6 maggio il nuovo album “Romantic Robot” che contiene il singolo “È così” di Luca Barbarossa e Extraliscio, impreziosito da un nuovo filmino di Elisabetta Sgarbi.

La Milanesiana è il più grande festival itinerante che promuove il dialogo tra le arti e quest’anno torna con la sua 23esima edizione dedicata al tema OMISSIONI.

Un festival di respiro internazionale che tesse relazioni tra letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia e sport e che anno dopo anno diventa sempre più protagonista delle estati italiane.

Dal 4 giugno al 3 agosto, La Milanesiana infatti arriverà in 20 città diverse con oltre 60 incontri ed eventi, accogliendo più di 150 ospiti italiani e internazionali.

Come in tutte le edizioni, l’arte ricopre un ruolo importante all’interno del Festival che quest’anno ospiterà ben 9 mostre in tutta Italia, dal 4 giugno al 15 settembre. I cataloghi delle mostre ospitate quest’anno da La Milanesiana sono editi dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi.

La Rosa dipinta da Franco Battiato, che fin dalla prima edizione è il simbolo de La Milanesiana, è stata rielaborata anche quest’anno da Franco Achilli.

 

La Milanesiana è organizzata da Imarts International Music and Arts Fondazione Elisabetta Sgarbi, con il Patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia.

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