Emanuela Bacchilega, titolare del calzaturificio Emanuela di Bagnacavallo, ha deciso di avvicinarsi al Natale con una vendita benefica dei sabot rimasti invenduti a causa dell’alluvione. A partire da venerdì 8 dicembre e fino alla fine di febbraio, sarà possibile acquistare le ciabatte al prezzo speciale di 49 euro al paio. Tolte le spese vive di produzione, l’incasso realizzato grazie alla vendita dei sabot Rainbow verrà devoluto dal calzaturificio al Comune di Bagnacavallo, per aiutare le famiglie maggiormente colpite dall’alluvione e ancora in sofferenza.
L’acquisto dei sabot sarà attraverso il portale emanuela.com. Il nome scelto per il prodotto è “Rainbow”: che rappresenta l’arcobaleno dopo l’alluvione.
Fra le conseguenze negative che l’alluvione di maggio ha causato al calzaturificio Emanuela di Bagnacavallo – invasa dall’acqua come tutta la zona artigianale a sud della cittadina – c’è stata anche la mancata vendita di una “partita” di quasi mille sabot, ordinate da un cliente straniero del calzaturificio, ma poi ricusate per l’inevitabile ritardo dovuto alle settimane di ridotta attività.
Un mancato acquisto che ha lasciato in eredità al magazzino del calzaturificio, ormai tornato a pieno regime, decine di scatole di queste pregiate ciabatte da donna, di varia misura (fra il 36 e il 41), in feltro di vera lana di colore azzurro, impreziosite da fiori realizzati all’uncinetto e applicati a mano.
«Se l’operazione dovesse avere il riscontro che mi auguro, e che questa particolare calzatura realmente merita – racconta Emanuela Bacchilega – ho la speranza di poter donare al Comune una cifra che potrebbe anche superare i ventimila euro. Abbiamo sofferto come moltissimi romagnoli per il disastro di maggio: ma ora che l’attività è ormai ripartita appieno, ho pensato che fosse necessario contribuire a dare un aiuto ai nostri concittadini più sfortunati. E la presenza di queste pantofole invendute mi è sembrata l’occasione migliore per farlo».
«Le alluvioni di maggio – commenta la sindaca di Bagnacavallo Eleonora Proni – hanno duramente colpito per ben due volte le imprese della nostra zona artigianale e industriale. Imprenditori e dipendenti hanno lavorato senza sosta per poter ripartire il prima possibile, ma era inevitabile che lo stop obbligato avesse delle conseguenze. Il progetto benefico ideato dal Calzaturificio Emanuela è perciò particolarmente significativo, perché trasforma una criticità aziendale in un’occasione di solidarietà a favore dei cittadini colpiti di cui siamo grati a Emanuela Bacchilega e a tutto il suo staff».
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