Ancisi: “Chiarezza sui contratti di affitto a canone concordato”

Lettera di Alvaro Ancisi sui contratti di affitto a canone concordato

“L’art. 7 del “Decreto semplificazioni fiscali” ha modificato la validità dell’attestazione (detta anche “asseverazione”) richiesta per i contratti di locazione a canone concordato. Con questa denominazione, sono definiti i contratti il cui canone di affitto è concordato in conformità ad uno specifico accordo territoriale intervenuto, nei singoli comuni, tra le associazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini. Producono benefici fiscali di riduzione dell’IRPEF, dell’imposta di Registro, dell’IMU e della TASI. Accordi territoriali del genere sono presenti anche nel comune di Ravenna, gli ultimi protocollati dall’amministrazione comunale il 22 gennaio 2018. Da allora, questi non hanno subito modificazioni.

 

Prima della riforma, per ogni registrazione dei contratti a canone concordato era necessaria l’attestazione di un’associazione di categoria sulla corrispondenza del canone di affitto alle condizioni (zona di ubicazione dell’immobile, sue caratteristiche, ecc.) e alle clausole dettate dall’accordo territoriale di riferimento. Con la nuova norma di legge, tali attestazioni sono ora necessarie soltanto quando siano intervenute variazioni nelle caratteristiche dell’immobile o nell’accordo territoriale. Negli altri casi, le attestazioni mantengono la loro validità senza la necessità di rinnovarle ogni volta che si stipuli un nuovo contratto per lo stesso immobile. Lo stesso discorso vale peraltro anche per i contratti di locazione transitori e per studenti universitari.

 

Nonostante il mutato quadro normativo, abbiamo ricevuto informazioni secondo cui ci sarebbero resistenze a riconoscere di fatto questa “semplificazione”, formulando consigli o pretendendo che si continui a produrre attestazioni non più necessarie, che d’altra parte costano tra i 20 e i 50 euro ognuna.

Ad un consigliere comunale non interessa e non compete compiere accertamenti su questioni che avvengono a livello privato. Altra cosa è l’atteggiamento della propria Amministrazione comunale, che interviene nel caso tramite Ravenna Entrate, società (in suo totale possesso) che ne gestisce le entrate tributarie. Ci è stato riferito che questa, dopo un iniziale rifiuto e conseguente contestazione, avrebbe accettato sì nuovi contratti di locazione a canone concordato per lo stesso immobile senza nuova attestazione di un’associazione di categoria rispetto a quella precedente, ma affermando di accettarli, distinguendoli dai contratti muniti invece di un’attestazione aggiornata. Non se ne capirebbe la ragione, se non per confondere il contribuente, meritevole invece della massima chiarezza. Per questa finalità, a beneficio di una molto vasta  platea di cittadini che, per scarsa conoscenza della materia o per non stare a discutere, potrebbero dover perdere tempo e pagare soldi per un adempimento burocratico inutile, non più obbligatorio, chiedo al sindaco se intende confermare oppure correggere quanto segue: “L’attestazione di un’associazione di categoria per la stipula dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato, come pure di quelli transitori e di quelli per studenti universitari, può essere fatta valere, senza alcuna riserva, presso Ravenna Entrate, per tutti i contratti di locazione stipulati successivamente al suo rilascio aventi il medesimo contenuto del contratto per cui è stata rilasciata,fino ad eventuali variazioni delle caratteristiche dell’immobile o dell’accordo territoriale a cui essa si riferisce”.

 

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna – Polo civico popolare

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