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Welfare Italia Forum, 41,5 mld dal Pnrr entro il 2026

MILANO (ITALPRESS/WEWELFARE.IT) – In Italia, il welfare è la principale voce di spesa pubblica con 576,2 miliardi di euro (il 66,2% della spesa pubblica) includendo i 3 pilastri “tradizionali” (Sanità, Politiche Sociali, Previdenza) e l’Istruzione, con un aumento di oltre 4 punti percentuali rispetto al 2009. E’ quanto emerge dal Rapporto 2021 del Think Tank “Welfare Italia”.
Al 2019 la componente previdenziale assorbe circa la metà delle risorse: il 51,3% della spesa sociale totale. Segue la spesa sanitaria (20,1%), quella in politiche sociali (16,5%) e la spesa in istruzione (12,1%). Rispetto al 2009, il peso relativo dell’istruzione ha subito la variazione peggiore (-2,1 punti percentuali), seguita dalla sanità (-1,6 punti percentuali). Al tempo stesso, le politiche sociali sono cresciute di 2,8 punti percentuali, l’aumento più significativo nell’ultimo decennio. Il confronto europeo conferma lo sbilanciamento della spesa dell’Italia sulla componente previdenziale: l’Italia è infatti il primo Paese tra i Big5 europei per incidenza della spesa in previdenza rispetto al PIL (16,5%, rispetto ad una media del 12,6% dell’Eurozona). Al contrario, il valore dell’Istruzione incide solo per il 3,9% del PIL italiano, rispetto ad una media dell’Eurozona pari a 4,6%.
Secondo le stime del Think Tank “Welfare, Italia”, la crisi COVID-19 ha indotto un incremento generalizzato di tutta la spesa in welfare nel 2020. In particolare, il principale aumento è stato registrato dalla spesa per politiche sociali (+36%), che supera per la prima volta i 100 miliardi di Euro. Seguono la previdenza (+2,5%, superando i 300 miliardi di Euro) e l’istruzione (+2,1%).
Per quanto riguarda la spesa sanitaria, i valori a consuntivo del 2020 Sanità Politiche sociali Previdenza riportano un aumento del +6,6% portando la spesa totale a superare i 120 miliardi di Euro.
Per affrontare le conseguenze della crisi indotta dal COVID-19, l’UE ha messo a disposizione dei Paesi membri una prima linea di supporto attraverso lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in emergenza (SURE).
L’importante innovazione rispetto al ruolo europeo è costituita dal fatto che i prestiti (per un ammontare di 90,3 miliardi di Euro) sono stati finanziati tramite emissione di social bond da parte della Commissione Europea, delineando uno dei primi strumenti di debito comune emesso dai Paesi membri.
L’altro grande intervento europeo è costituito dall’istituzione di Next Generation EU, uno schema finanziario di medio-lungo termine (2021-2026) volto a rispondere alla crisi COVID-19. Tramite diversi meccanismi (tra cui Recovery and Resilience Facility e React- EU) Next Generation EU destinerà ai Paesi membri 806,9 miliardi di Euro in prestiti e sovvenzioni, finanziati da titoli di debito garantiti dall’Unione Europea (confermando, di fatto, la linea tracciata dal SURE nel processo europeo di integrazione fiscale). Nella visione della Commissione Europea sono tre i programmi che dovranno guidare gli sforzi congiunti verso un’Europa sociale forte e coesa: 1) il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027; 2) Next Generation EU; 3) il Pilastro dei diritti sociali.
Per accedere alle risorse di Next Generation EU, i Paesi membri hanno dovuto predisporre un Piano dettagliato di riforme e investimenti, ovvero il Recovery and Resilience Plan (RRP), dedicando almeno il 37% della dotazione finanziaria complessiva a interventi legati alla transizione energetica e il 20% a interventi dedicati al digitale.
Considerando il totale di fondi veicolati attraverso la Recovery and Resilience Facility, l’Italia è il primo Paese beneficiario dello strumento per un totale di 191,5 miliardi di Euro, tra sovvenzioni (68,9 miliardi di Euro) e prestiti (122,6 miliardi di Euro), ovvero 2,7 volte gli importi richiesti dalla Spagna, 4,8 volte gli importi richiesti dalla Francia e 7,4 volte gli importi richiesti dalla Germania. Con specifico focus rispetto ai fondi destinati al welfare, il Think Tank “Welfare, Italia” stima che il PNRR vi destinerà non meno di 41,5 miliardi di Euro, pari al 22% del totale, grazie alle azioni previste nelle Missioni 4, 5 e 6.
(ITALPRESS).