Volley: Alessandro Bovolenta andrà alle Olimpiadi di Parigi 2024

Il coach Fefé De Giorgi - che lo aveva fatto esordire agli Europei - ha diramato la lista dei giocatori convocati. Gli azzurri nel girone affronteranno Brasile, Polonia ed Egitto

Adesso è ufficiale: Alessandro Bovolenta è convocato alle Olimpiadi di Parigi 2024. L’opposto, che negli ultimi due anni ha militato nelle file della Consar Ravenna e che fin da bambino è cresciuto nella società pallavolistica cittadina, si confronterà con i massimi campioni mondiali. Il coach Ferdinando ‘Fefè’ De Giorgi, che lo aveva fatto esordire con la Nazionale agli Europei nell’estate del 2023, ha diramato ieri la lista dei 12+1 giocatori convocati. 

Il torneo maschile inizierà il prossimo 27 luglio e durerà fino al 10 agosto. Gli azzurri, che sperano di arrivare in fondo, nel girone affronteranno Polonia, Brasile, Egitto.

Pallavolo maschile: i convocati delle Olimpiadi di Parigi

  • Palleggiatori: Simone Giannelli (Capitano) e Riccardo Sbertoli.
  • Schiacciatori: Alessandro Michieletto, Daniele Lavia, Luca Porro, Mattia Bottolo.
  • Centrali: Gianluca Galassi, Roberto Russo, Giovanni Sanguinetti.
  • Opposti: Yuri Romanò, Alessandro Bovolenta.
  • Liberi: Fabio Balaso
  • Tredicesimo giocatore: Gabriele Laurenzano (libero)

Una scelta che una volta sarebbe stata inconsueta quella di convocare un opposto dal campionato di A2 per disputare le Olimpiadi, ma che De Giorgi aveva già compiuto con Yuri Romanò ottenendo la vittoria di un Europeo e poi di un Mondiale.

Alessandro Bovolenta: «Il mio percorso è appena iniziato»

Classe 2004alto 2 metri e 7 centimetri, figlio del compianto campione Vigor, Alessandro è uno degli opposti più promettenti della sua generazione e, dopo due stagioni consecutive con la Consar Ravenna, si sente pronto a fare il salto verso la Superlega (massimo campionato), nelle fila del Piacenza, come aveva detto a Più Notizie in tempi non sospetti.

«È stato un percorso difficile – racconta Alessandro Bovolenta -. Guadagnarmi il rispetto per chi sono e non solo per il mio cognome non è stato semplice. Essere riuscito a ottenere la convocazione per quello che ho dimostrato in questi ultimi anni è per me la maggior soddisfazione. Ho imparato a non farci caso perché so chi sono e so cosa posso fare. Poi il mio percorso è appena iniziato, perché ancora non ho mai giocato in A1».

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