Il veterinario Mauro Guerra si fa un nuovo studio, la Procura non autorizza. Lo sfogo su Facebook

Dopo oltre sei mesi, il veterinario Mauro Guerra si sfoga su Facebook. A far scattare il 50enne di Sant’Antonio è la procedura di autorizzazione per il suo nuovo ambulatorio. Si tratta di un prefabbricato che Guerra aveva acquistato e installato nel suo giardino, a seguito del sequestro del suo ambulatorio nell’ambito del processo che lo vede imputato di 22 capi d’accusa, tra cui maltrattamento e uccisione di animale. Ottenuta l’autorizzazione dall’Usl, la Procura si è opposta al nuovo ambulatorio per evitare il rischio di reiterazione dei presunti reati.

Lo sfogo su Facebook

«In questi ultimi 3 anni – ha scritto Guerra su Facebook – ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità per non lasciare i vostri amici senza dottore, ho subito perquisizioni, sequestri, ho dovuto leggere senza possibilità di replica accuse surreali di ogni tipo, ma ho avuto sempre la forza di continuare il mio lavoro nonostante tutto ciò che mi stava accadendo perché sono certo della mia innocenza e della mia integrità su tutti i fronti».

«Sono sconcertato – continua – dall’accanimento persecutorio al quale sono sottoposto prima da indagato e ora da imputato in un processo penale con a mio carico oltre 20 capi di imputazione e tutto ciò senza avere ad oggi, né avere mai avuto negli oltre 20 anni della mia attività, mai nessuna denuncia da parte di clienti insoddisfatti del mio operato».

Ad oggi, la radiazione dall’Ordine non è ancora effettiva, perché impugnata dall’avvocato difensore, perciò Guerra aveva deciso di continuare la sua attività all’interno del prefabbricato.

«L’Usl – scrive Guerra – ha eseguito il sopralluogo e ha dato il nulla osta quasi 2 mesi fa, a questo punto, di norma, con parere favorevole dell’Usl, il comune rilascia l autorizzazione di inizio attività. Di norma, ma non nel mio caso, poiché nel mio caso il comune di Ravenna, paladino nella difesa dei diritti (così si dice) chiede altri due pareri non previsti dalla normativa, all’ordine dei veterinari che non mette veti e alla procura del tribunale di Ravenna, che invece dà parere sfavorevole per pericolo di reiterazione dei presunti reati».

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