“Romagna mia” a Sanremo. Amadeus: «I romagnoli hanno bisogno degli aiuti»

De Pascale: «Grazie ad Amadeus per aver portato Romagna Mia e il liscio a Sanremo. E soprattutto per il suo appello a non dimenticare la Romagna e garantire gli aiuti necessari a famiglie e imprese»

“Romagna mia” a Sanremo: ecco come è andata. Nella seconda serata del Festival di Sanremo – 7 febbraio – il palco dell’Ariston è diventato una grande balera con l’omaggio ai 70 anni di “Romagna mia”. Sul palco Mirko Casadei e la Nuova Orchestra Santa Balera, formata da giovani e giovanissimi musicisti; sul palco anche un dodicenne. Un appello del conduttore Amadeus – che ha ricordato le sue origini ravennati – è andato all’alluvione.

«Non dimentichiamo il dramma dell’alluvione. I romagnoli sanno rimboccarsi le maniche ma per ripartire hanno bisogno dei necessari aiuti da parte di tutti. Mi raccomando, non abbandoniamo questa terra», ha detto Amadeus al termine dell’esibizione.



La lettera aperta di De Pascale e l’appello a non dimenticare gli alluvionati

«Grazie ad Amadeus per aver portato Romagna Mia e il liscio a Sanremo. E soprattutto per il suo appello a non dimenticare la Romagna e garantire gli aiuti necessari a famiglie e imprese», è stato il commento del Sindaco e presidente della provincia di Ravenna, Michele De Pascale

e Pascale, infatti, aveva inviato una lettera aperta ad Amadeus, affinché l’omaggio al liscio servisse a tenere alta l’attenzione sull’alluvione. «Riecheggiata spesso nei giorni terribili dell’alluvione, (ndr. Romagna mia) è diventata il simbolo della forza operosa dei romagnoli, ma la realtà è che i problemi legati all’alluvione sono ancora moltissimi e abbiamo bisogno degli aiuti economici».

«Facciamo che le note di Romagna mia – continuava De Pascale – possano rappresentare un’esortazione per tutti a tenere alta l’attenzione su quanto è avvenuto qui in Romagna, perché famiglie e aziende ricevano gli indennizzi e perché vengano realizzate le opere di ripristino, ma anche quelle di prevenzione».

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