Risorge dopo la tempesta E’ Galèt de Paciug a Faenza

La mattina di martedì 25 luglio a Faenza si è scoperto che “E’ Galèt de Paciug”, l’opera simbolo di ripartenza realizzata da Alessandro Turoni, non ha retto alla devastazione portata dal vento.

Nel pomeriggio di ieri, con una velocità impressionante, l’opera è stata ricostruita da Alessandro e dall’associazione Fatti d’Arte insieme all’aiuto di tanti volontari. In sei ore E’ Galèt è stato fissato con tiranti d’acciaio e rimesso in piedi, in tempo per domani, giovedì 27 luglio, quando si terrà l’evento di chiusura della mostra collettiva “La Borda” al Fontanone, di cui Turoni è uno dei cinque artisti partecipanti.

La parole della presidentessa di Fatti d’Arte

«Vogliamo ripristinarlo quanto prima», dice Veronica Bassani, presidentessa dell’associazione Fatti d’Arte, «anche perchè – continua Bassani – è un’opera che ha un livello simbolico molto forte. La popolazione stessa ci ha chiesto di renderlo permanente e se ci saranno i fondi per rinforzare tutta la struttura ci piacerebbe molto farlo. Non ci è possibile lasciarla sulla rotonda su cui si trova adesso, ma ascolteremo la cittadinanza per la scelta del suo luogo definitivo; molti chiedono di porla su uno dei luoghi maggiormente colpiti».

L’opera simbolo della ripartenza

Il 5 luglio è stata inaugurata la mostra collettiva “La Borda” nella ‘Prospettiva’, una preziosa occasione di ripartenza e simbolo di resistenza culturale dopo quello che la città e il territorio hanno subito nei mesi passati. “E’ galèt de’ paciug”, realizzato da Turoni in legno ed altri materiali recuperati dall’alluvione, ha subito suscitato interesse nella cittadinanza. E’ un’opera simbolo di ripresa, infatti E’ Galèt non tiene in mano una caveja, bensì una pala.

«Volevamo in qualche modo lasciare ai faentini un ricordo di quel che è successo, ma con un senso positivo, che fosse proprio un segno di ripartenza» afferma l’artista Alessandro Turoni.

Turoni è un artista di Forlimpopoli che dopo essersi laureato con 110 e lode all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove attualmente insegna, ha iniziato a realizzare alcune sculture zoomorfe, come quella del Galet, esposte nei locali forlivesi. Ha partecipato a diverse collettive, anche all’estero e nel 2015 la sua prima importante personale allestita nel Palazzo del Monte di Pietà di Forlì, titolate “Naufragi evolutivi”. 

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