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Riciclo carta, la filiera dei poliaccoppiati al centro di un convegno

GENOVA (ITALPRESS) – Quanto incide la filiera degli imballaggi compositi in carta sulla raccolta differenziata di carta e cartone in Italia? Come funziona il riciclo di questi imballaggi? Quali sono le leve che la filiera può attivare per migliorarne l’efficienza? Qual è il ruolo del Contributo ambientale Conai in questo senso? Se ne è discusso oggi all’Acquario di Genova nel corso del convegno “Raccolta e riciclo degli imballaggi compositi di carta” con la partecipazione di Matteo Campora (Comune di Genova), Alberto Marchi (Comieco), Pietro Pongiglione (Amiu Genova), Enzo Scalia (Relife Group), Lorenzo Poli (Assocarta), Michele Mastrobuono (Alliace for Beverage Cartons), Simona Bondanza (Costa Edutainment) e Simona Fontana (Conai). L’evento è stato organizzato nell’ambito della seconda edizione della Paper Week, la settimana di iniziative dedicate al mondo della raccolta differenziata e del riciclo di carta e cartone promossa da Comieco in collaborazione con Federazione Carta e Grafica, Assocarta, Assografici, Unirima e con il patrocinio del ministero per la Transizione ecologica e Anci.
Quando si parla di imballaggi compositi ci si riferisce a packaging, prevalentemente a base carta ma costituiti anche di altri materiali: dai cartoni per liquidi alle vaschette, ai sacchetti, vassoi, astucci, bicchieri, si tratta di imballaggi che stanno guadagnando sempre più spazio nella quotidianità e che dunque rappresentano un segmento importante per il sistema industriale italiano del riciclo.
“Nel 2021 sono stati utilizzati dagli italiani circa 300.0000 tonnellate di imballaggi compositi e di questi 9 su 10 sono riciclabili con gradi diversi tra loro – commenta Alberto Marchi, presidente Comieco -. La filiera cartaria sta investendo molto per migliorare le performance di riciclo di questi particolari imballaggi e Comieco – d’intesa con Conai – sta lavorando da tempo per orientare le aziende ad adottare imballaggi facili da riciclare promuovendo – ad esempio – già in fase di progettazione il riciclo tramite il metodo di riciclabilità Aticelca e differenziando il contributo ambientale Conai, al fine di coprire i maggiori costi di trattamento”.
“Per quanto riguarda i cartoni per liquidi stiamo spingendo alla creazione di un sistema di separazione a valle della raccolta carta e multimateriale in tutto il territorio italiano con incentivi specifici e cofinanziamento dei sistemi di sorting”, aggiunge.
La raccolta differenziata degli imballaggi compositi è garantita nel circuito della carta e solo in alcuni Comuni per quanto riguarda i cartoni per il latte, i succhi e in generale i liquidi è effettuata anche tramite la raccolta multimateriale con separazione a valle, perchè la destinazione finale è comunque una cartiera. A Genova, attraverso un accordo specifico con il Comune e Amiu, è stata avviata l’operazione Cartapremia che prevede inoltre la raccolta selettiva dei poliaccoppiati per liquidi tramite ecocompattatori posizionati nelle piazze della città. Nell’ambito di questo circuito, i cartoni per liquidi raccolti – dopo un primo trattamento presso l’impianto ReLife di Sant’Olcese – vengono trasformati in nuovi prodotti dalla cartiera Lucart.
“Le quantità di carta da riciclare impiegate sono aumentate di circa 800 mila tonnellate, dal 2020 al 2021, grazie alle riconversioni e all’aumento di produzione – spiega Lorenzo Poli, presidente Assocarta -. Le raccolte differenziate diventano sempre più essenziali per l’Economia Circolare italiana mentre diminuisce l’export del 30%. Segno che il livello degli investimenti (circa il 5% del fatturato) resta significativo, nonostante i costi energetici, da sempre i più alti in Italia. Ciò è testimoniato anche dalle numerose domande al Bando Carta e Cartone nell’ambito dei Progetti Faro del PNRR”.
Se il sistema industriale sta investendo importanti risorse è anche per far fronte alle scelte “sostenibili” delle aziende e dei consumatori sempre più attenti anche all’utilizzo dei materiali e alla facilità di riciclo degli imballaggi.
“Con 32 milioni di visitatori dall’apertura e una media di 1 milione di visitatori l’anno – afferma Simona Bondanza, Sustainability Manager di Costa Edutainment – l’Acquario di Genova è senza dubbio una realtà che raggiunge un pubblico molto ampio e sempre più esigente in materia di sostenibilità. Operare in maniera responsabile preservando le risorse naturali attraverso le nostre scelte aziendali e sensibilizzando il pubblico ad avere comportamenti quotidiani che possano contribuire alla salvaguardia del pianeta non è solo il cuore della missione come Acquario ma è uno dei valori guida del gruppo Costa Edutainment. Il nostro è un percorso in continua evoluzione che coinvolge tutta la filiera e in cui siamo felici di poter includere anche nel prossimo futuro ulteriori step con l’adozione di materiali sempre meno impattanti e inseriti in cicli virtuosi di riciclo”.
(ITALPRESS).