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Restaurato il pozzo della Rocca di Lugo grazie al Laboratorio di restauro di Ravenna

È stato completato il restauro del pozzo della Rocca di Lugo. I lavori, che hanno impegnato restauratori professionisti del Laboratorio del restauro di Ravenna per circa 30 giorni, hanno consentito di ripristinare il manufatto danneggiato da atti vandalici nell’agosto del 2022.

Con ripetuti violenti colpi inferti con un grosso sasso, vandali ignoti avevano frantumato un ampio angolo della vera da pozzo in scaglie e frammenti di varie dimensioni. Oltre alla perdita di materiale, si è andata a creare, nelle zone circostanti, una fitta rete di cavillature e microfessurazioni che possono favorire la percolazione dell’acqua piovana e di umidità all’interno della pietra danneggiata, innescando processi di usura che avrebbero potuto mettere a rischio la conservazione dell’opera.Inoltre, l’atto vandalico ha fatto affiorare il ferro della struttura a ghiera che sormonta il pozzo, rischiando di innescare processi di ossidazione e rigonfiamenti del materiale ferroso all’interno della pietra.

L’intervento

Il costo dell’intervento è stato di 13.786 euro. I lavori di ripristino erano stati pianificati fin da subito, ma per l’esecuzione si è dovuto attendere il reperimento delle risorse necessarie compatibilmente con le priorità dell’ente. Le opere di restauro hanno comportato il ripristino strutturale dell’angolo vandalizzato, con integrazione di parti mancanti di pietra e recupero delle scaglie e dei frammenti; il trattamento anti ossidazione dei perni; la microstuccatura e disinfezione da colonie di microrganismi; la velatura e reintegrazione a tono delle lacune stuccate e delle reintegrazioni; la protezione superficiale con polisilossano e successiva stesura di protettivo antigraffiti.

«Siamo felici di aver restituito alla collettività questo manufatto storico, anche se spiace aver dovuto destinare risorse pubbliche a un intervento reso necessario dall’inqualificabile inciviltà di qualche individuo – ha dichiarato l’assessora al Patrimonio, Veronica Valmori-. Si conclude dunque una triste vicenda che speriamo non si ripeta: il patrimonio pubblico è un bene comune che va difeso, tutelato e valorizzato

La storia della vera da pozzo

Nel 1940 Gualberto Gennari attribuì a Francesco del Cossa la vera da pozzo della Rocca di Lugo, notando affinità tra i putti scolpiti che reggono lo stemma di Borso e quelli affrescati a palazzo Schifanoia. L’attribuzione ha retto fino ai tempi più recenti. Le corrispondenze però non sembrano così evidenti: come proposto da Anna Tambini l’autore della vera da pozzo potrebbe essere il tagliapietra lagunare Alvise da Venezia, che nel 1455 ricevette pagamenti per materiali inviati alla Rocca e che a Ferrara fu retribuito per realizzare pozzali. È realizzato in pietra naturale d’Istria.

Leggi anche: Faenza: 200 mila euro per la manutenzione straordinaria dell’asfalto

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