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Raffaele Rozzi, ravennate che morì sul lavoro. «Nessun dispositivo di sicurezza. Tema attuale»

«Sabato prossimo, 7 settembre, alle 11, il Comune di Ravenna renderà omaggio a Raffaele Rozzi. Il cosiddetto “anello” della passeggiata del parchetto urbano intitolato a Dian Fossey, nel quartiere San Biagio di Ravenna, meglio noto come parco Fagiolo, verrà dedicato alla commemorazione del nostro concittadino morto il 6 settembre 2007 a Bilbao durante il lavoro», ricorda Ravenna in Comune.

Nel 2008 gli è stata conferita la Medaglia d’oro al Valor civile con la seguente motivazione: “Giovane chimico, espostosi, con generoso slancio, a grave rischio per prestare soccorso a due colleghi rimasti intrappolati in una vasca di depurazione di un impianto di biodiesel, veniva colto da malore per le forti esalazioni di gas nocivi, sacrificando la vita ai più nobili ideali di altruismo ed umana solidarietà. Luminosa e nobile testimonianza di coraggio ed elevato senso civico. 6 settembre 2007 – Bilbao (Spagna)”. Ravenna in Comune apprezza l’iniziativa del Comune di Ravenna e ne loda pubblicamente l’intento.

La dinamica dei fatti che portarono alla morte di Raffaele Rozzi

«Pur trattandosi di un evento accaduto diciassette anni fa nei Paesi Baschi, riteniamo importante approfondire la dinamica dell’evento mortale, solo parzialmente comprensibile dalla motivazione del riconoscimento della Repubblica Italiana. Riportarono i giornali locali che quattro lavoratori, tra cui Raffaele, lavoravano in un impianto per la produzione di biodiesel presso la città capoluogo incaricati da imprese cui erano state appaltate e subappaltate le attività inerenti la depurazione delle cisterne».

«Durante il suo turno di lavoro uno dei tecnici, che si trovava all’interno della cisterna durante il trasferimento delle acque reflue, lamentava un malessere inducendo il collega, che era anche suo padre, a scendere a sua volta per aiutarlo. L’impianto di depurazione, alto sette metri, aperto nella parte superiore si trovava all’interno di un magazzino senza ventilazione forzata. A quel punto, allarmati dalla mancata uscita dalla cisterna dei due tecnici, intervenivano i due ingegneri, Raffaele ed un collega, che si calavano a loro volta all’interno».

«Nessuno dei quattro era dotato dei dispositivi di sicurezza»

«Nessuno dei quattro era dotato dei dispositivi di sicurezza per accedere all’impianto. L’intervento dei Vigili del Fuoco si rendeva indispensabile per estrarre i lavoratori. Sopravvivevano solo in due: Raffaele moriva subito e il tecnico, padre del primo a sentirsi male, il giorno successivo. I Sindacati proclamavano lo stato di agitazione di tutti i lavoratori dell’impianto per protesta contro Bionor, il maggior produttore di biodiesel spagnolo, proprietario dello stabilimento».

«Dunque, Raffaele si inserisce tra quei lavoratori che perdono la vita o vanno vicino a perderla per prestare soccorso a colleghi in difficoltà. Si tratta indubbiamente di gesti nobili, in cui il fatto di accorrere in difesa di chi ha bisogno senza riguardo alla propria sicurezza, rende il loro comportamento meritevole di quel riconoscimento che, sabato prossimo, Ravenna tributerà a Raffaele. E, lo ripetiamo, bene ha fatto l’Amministrazione Comunale a decidere in tal senso», ribadisce Ravenna in Comune.

«Tuttavia, come Ravenna in Comune, dobbiamo aggiungere ancora qualcosa. Quello in cui è morto Raffaele e il suo collega e sono rimasti coinvolti altri due lavoratori è un omicidio di lavoro in cui compaiono tutti gli elementi spia del disprezzo del valore della vita umana da parte del padrone. Il sistema di appalti e subappalti, come noto, allunga deliberatamente le maglie della catena delle responsabilità per rendere più difficoltosa l’incriminazione del padrone. L’assenza dei presidi di sicurezza assurge ad atto criminale».

«Il contesto in cui si è sviluppato il gesto nobile di Raffaele Rozzi è quello di un rapporto di lavoro viziato dalla volontà padronale di massimizzare i profitti, senza riguardo alcuno al diritto di ogni lavoratore di tornare integro a casa alla fine del turno di lavoro».

«Intanto le condizioni di lavoro peggiorano anche alle nostre latitudini. Il Sindacato denuncia che nel primo semestre del 2024 è aumentato del 6,43% il numero di persone infortunate durante il lavoro nella nostra Provincia: il più elevato incremento in tutta la Romagna. Mentre lodiamo l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale in questo caso, dunque, vorremmo che si dimostrasse altrettanto sensibile quando impresa e luogo di lavoro si trovano nel Comune di Ravenna».

«Entrambi i mandati della Giunta de Pascale, infatti, sono stati caratterizzati da una evidente propensione a prender le parti delle imprese ed a scordarsi di lavoratrici e lavoratori. Nemmeno uno sguardo viene dato al curriculum dei padroni in fatto di sicurezza e rispetto delle regole prima di stender loro il tappeto rosso a Palazzo Merlato. Se ne ricordi il Sindaco nel pronunciare il suo discorso sabato mattina», conclude Ravenna in Comune.

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