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PUG Romagna Faentina: l’Ordine ha incontrato gli assessori all’Urbanistica

Foto: Regione Emilia-Romagna A.I.U.S.G.Di concerto con l’Ordine, il gruppo di Architetti che sta lavorando al tema del PUG dell’Unione della Romagna Faentina ha incontrato recentemente Luca Ortolani, Assessore all’Urbanistica del Comune di Faenza ed il sindaco di Castel Bolognese, Luca Della Godenza, Assessore all’Urbanistica per l’Unione.Fino ad ora l’Amministrazione, con l’ausilio di aziende specializzate in tecniche innovative di comunicazione, ha proceduto alla realizzazione di un percorso partecipativo a partire dai cittadini. Gli architetti, in attesa di un coinvolgimento più diretto – inteso come un insieme di discussioni, approfondimenti e contradittori su temi specifici – hanno presentato un documento sintetico che rivendica innanzitutto una partecipazione attiva della categoria professionale, che deve avvenire durante tutte le fasi di elaborazione del PUG e non solo nella fase finale delle osservazioni.I tecnici, ambito al quale appartengono gli architetti, sono in costante e continuo contatto con la collettività e la Pubblica Amministrazione, pertanto si ritiene che quest’ultima dovrebbe prestare più attenzione al recepimento delle istanze sollecitate da questa categoria.«Gli architetti hanno posto l’attenzione innanzitutto su due principi generali che dovranno essere recepiti nel PUG – sottolinea la presidente provinciale dell’Ordine, Rita Rava -.
Il primo riguarda la promozione della qualità del vivere dei luoghi domestici e degli spazi urbani, che deve essere basata sulla conoscenza continua, sulla sperimentazione e sulla libertà intellettuale. Il secondo riguarda la riduzione di norme prescrittive. Ciò è motivato dalla constatazione del fatto che fino ad oggi l’applicazione pedissequa di innumerevoli norme prescrittive in continuo aggiornamento, purtroppo non ha garantito trasformazioni urbane ed edilizie di pregio ed ha portato alla perdita del controllo della qualità complessiva dell’opera. La legge regionale sulla tutela e l’uso del territorio del 2017, inoltre, ha definito il PUG come uno strumento che semplifica la pianificazione urbanistica comunale e valorizza i processi negoziali. Il PUG dovrà essere pertanto uno strumento snello e di facile comprensione per tutti».Gli architetti hanno inoltre esposto alcune tematiche considerate di particolare importanza per il territorio e al contempo coerenti con gli obiettivi di ripresa e resilienza (PNRR) e di sviluppo sostenibile (Agenda 2030), sulle quali stanno lavorando per creare conoscenza e condividerla con la collettività e con la Pubblica Amministrazione. Si ritiene che questo approccio sia necessario per promuovere una cultura del progetto che possa perseguire anche obiettivi di crescita economica dignitosa, di riduzione delle disuguaglianze e di inclusione sociale.«Ampio spazio è stato dato al tema della casa accessibile a tutti, sia in termini socio-economici che di qualità dell’abitare, nonché a temi che fino ad ora non sono stati trattati come prioritari dalle amministrazioni ma che riteniamo fondamentali, quali la valorizzare del ruolo della ceramica per Faenza, la centralità della campagna e dell’agricoltura che coinvolge l’intera Unione».È stato poi affrontato il problema dei parcheggi nel centro di Faenza, riproponendo la soluzione progettuale per le auto dei residenti, già elaborata dagli Architetti nel 2015 e mai discusso seriamente con la Pubblica Amministrazione. La soluzione individuava delle zone nel centro storico adatte ad accogliere strutture rimovibili multipiano fuori terra, liberando così spazi pubblici di pregio da dedicare alla socialità.«Altri elementi da valorizzare sono il sistema dei fiumi e del verde pubblico, i centri culturali, la scuola, i luoghi di socializzazione, di integrazione e di cura e le infrastrutture – chiude la presidente Rava – Sono temi già in attesa di soluzioni adeguate che non devono sparire o passare in secondo piano nella ricerca di argomenti slogan o troppo specialistici distanti dalle esigenze della nostra realtà territoriale. Il rischio è quello di non dare priorità ai temi secondo le reali esigenze e lasciarli irrisolti tutti. Auspichiamo l’inizio di una fattiva collaborazione cittadini-tecnici-amministrazione pubblica».

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