Si è tenuta ieri, martedì 19 settembre, la prima udienza a carico del veterinario di Sant’Antonio, il 50enne Mauro Guerra, accusato di maltrattamento e uccisione di animali, detenzione illegale di farmaci, falsificazione di libretti sanitari, frode in commercio e reati tributari. Fuori dal Tribunale di Ravenna, dove si teneva l’udienza, era presente una schiera di sostenitori di Guerra, che manifestava in sua difesa.
A dare il via all’indagine, coordinata dal pubblico ministero Marilù Gattelli, era stata la morte di un Labrador di nome Balto, che poi aveva dato nome all’operazione, nel 2020.
Le forze dell’ordine lo avevano trovato, già anziano, abbandonato nella calura estiva senza né cibo né acqua e lo avevano portato dal veterinario per soccorrerlo. Nonostante ciò, il 19 agosto di tre anni fa, Balto morì. Era stato soppresso da Guerra su richiesta dei proprietari, nonostante, a detta dei vicini, non sembrasse in condizioni irrisolvibili. Nel corso delle indagini sono poi emerse ulteriori presunte vittime.
Durante una perquisizione dello studio veterinario, a dicembre 2020, erano state rilevate irregolarità nelle condizioni dell’ambulatorio, tra cui la mancanza dei requisiti minimi igienico-sanitari per sporcizia e disordine, l’illecito smaltimento dei rifiuti sanitari e carcasse di animali, nonché la presenza di un magazzino non registrato di medicinali sia per uso veterinario sia umano.
La perquisizione, poi estesa a tutti gli immobili di Guerra, aveva portato alla luce 619mila euro in contanti, in parte confezionati e sigillati sottovuoto, in due scatole nel garage della sua abitazione. A gennaio 2021 era stato disposto il sequestro di 1 milione di euro tra titoli finanziari e i contanti trovati. Il veterinario aveva fatto ricorso, in un primo momento accolto, ma respinto all’ultimo grado di giudizio (in Cassazione).
Ad agosto di quest’anno Guerra è stato radiato dall’Ordine dei medici veterinari della provincia di Ravenna, secondo cui ha tenuto “condotte gravissime e incompatibili con la pietà, il decoro professionale, il rispetto della dignità dell’animale e dei principi etici della professione”.
A dicembre 2022 era stato chiesto il rinvio a giudizio per 27 capi d’imputazione. Oltre al veterinario, la Procura aveva chiesto a processo anche altre sette persone, fra familiari e clienti, compresa la direttrice del carcere di Ravenna. A marzo 2023 era iniziato il processo con l’udienza preliminare, dove il veterinario aveva chiesto, tramite gli avvocati, il giudizio immediato.
Ieri, 19 settembre, al Tribunale di Ravenna si è tenuta un’udienza interlocutoria e ad ottobre si saprà quante e quali sono le parti civili ammesse. Mauro Guerra non era presente in aula, ma fuori dal tribunale a sostenerlo c’era un nutrito gruppo di persone. Già da tempo era partita una mobilitazione da parte di clienti in suo sostegno, era stato anche creato il gruppo Facebook “Io sto con Mario Guerra”.
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