È in corso, in via Maggiore a Ravenna, il presidio contro l’abbattimento dei pini, una decina in periodo di nidificazione, ma che, in generale, «stanno imperversando nel nostro Comune». Gli abbattimenti, secondo il gruppo, rappresentano un danno alla salute, alla vivibilità delle città sempre più roventi, al decoro, al valore degli immobili, all’ambiente, alla biodiversità e alle specie nidificanti.
«Ci rivolgiamo a tutti i cittadini: l’articolo 9 della Costituzione tutela il paesaggio, la storia delle nostre città e la biodiversità, anche per le future generazioni, mentre l’articolo 32 sancisce la salute come diritto di tutti: è dovere di tutti difendere le leggi e la nostra Costituzione, i beni comuni e la salute di tutti».
«In un periodo di siccità, di eventi estremi e di cambiamenti climatici, il verde pubblico, specialmente se storico, dovrebbe essere considerato intoccabile e, se problematico, tutelato e curato in tutti i modi possibili prima di giungere alla soluzione estrema. Assistiamo invece alla sistematica distruzione di alberature di pregio, persino quelle sane e solo per un vezzo di qualche progettista. Distruzione che si traduce, nel migliore dei casi, nella sostituzione con alberelli rinsecchiti che non di rado muoiono e sono incapaci di sopperire quelli già grandi abbattuti».
Nell’ultima settimana sono caduti due pini a Milano Marittima e uno a Punta Marina.
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