Mangiano i pomodorini a scuola e stanno male, da Modena il caso si allarga e fino a Faenza

Il caso di bambini che hanno presentato sintomi riconducibili a intossicazione alimentare dopo aver mangiato i pomodorini a scuola si allarga. È partito da Modena, dove sono stati colpiti ben 132 bambini e 7 insegnanti delle scuole elementari. Ma nella giornata di giovedì 9 maggio, sono stati segnalati altri casi sospetti in Romagna: 40 a Forlì, 20 Faenza, manche a Rimini (3) e Cesena (4). La Regione ne sospende la somministrazione.

Come si legge sul Corriere di Bologna, molti dei bimbi colpiti dai lievi casi di intossicazione nel Ravennate sono iscritti all’istituto Carchidio Strocchi di Faenza.

Sono una trentina i bambini di cui è stata accertata l’intossicazione alimentare in Romagna. Ausl ha specificato che sui pomodorini sono in corso le analisi e che non sono coinvolte le mense scolastiche. 

Il progetto “Frutta e Verdura nelle scuole”

I pomodorini ciliegini, infatti, sono distribuiti ai bimbi delle scuole elementari come merenda del mattino, nell’ambito di un progetto del Ministero dell’Agricoltura. «L’obiettivo –  si legge sul sito del ministero del progetto “Frutta e Verdura nelle scuole” – è quello di incoraggiare i bambini al consumo di frutta e verdura e sostenerli nella conquista di abitudini alimentari sane, diffondendo messaggi educativi sulla generazione di sprechi alimentari e sulla loro prevenzione». Presto sarebbero arrivate carotefragole e poi di nuovo pomodorini.

La Regione sospende il consumo dei pomodorini

Sul caso si è pronunciata la Regione, scrivendo in un comunicato (riportato dal Resto del Carlino) che «la sintomatologia è riconducibile al consumo di pomodorini nell’ambito del progetto ‘Frutta nelle scuole’ e si è presentata con una latenza molto breve rispetto al consumo (15-30 minuti) ed è stata caratterizzata da nausea e vomito associate in alcuni casi a bruciore delle mucose orali e periorali; in alcuni bambini i due ordini di sintomi si sono presentati insieme, in altri separatamente». 

«Per accelerare i tempi della comunicazione – continua – vi chiediamo di inviare questa nota a tutte le scuole dell’Emilia-Romagna dove è attivo il progetto ministeriale in oggetto, in quanto richiediamo di sospendere il consumo del prodotto coinvolto fino alla conclusione degli accertamenti analitici in corso, finalizzati all’individuazione della sostanza implicata nella genesi dell’episodio nei campioni di pomodorini già prelevati dalla Autorità Competenti Locali».

Leggi anche: In Romagna gli anziani sono il doppio dei bambini e il 50% delle persone è sedentaria

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