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Una petizione per salvare le attività sociali e sportive della Polisportiva di Camerlona

Sono già state raccolte alcune centinaia di firme sulla petizione per salvare le attività sociali e sportive della Polisportiva di Camerlona, indirizzata al sindaco di Ravenna. Lanciata dalla popolazione locale, sottoscritta come primo firmatario dal presidente della Polisportiva stessa Vanni Bini, vuole ottenere «risposte chiare sulla concessione dell’impianto sportivo comunale di via Sant’Egidio n. 8 e per alleviare la gravosa situazione economica della società, non certo derivante da sue imperizie».

La petizione

La petizione può essere sottoscritta da tutti i cittadini, italiani o stranieri, con almeno 16 anni di età, residenti nel territorio comunale o che esercitano in tale territorio la propria attività prevalente di lavoro o di studio. Può essere firmata, tra l’altro, a Camerlona, presso la fiorista, la parrucchiera, il bar Sushi e l’autofficina Casadio; a Mezzano presso il Dana’s Bar, il bar e la tabaccheria di via Bassa e il Bar&Bar; a Piangipane, presso il bar Sport e il bar dei Fiori.

La Polisportiva di Camerlona

La società raccoglie 130 iscritti di ogni età, su un bacino di utenza che si estende sulle aree territoriali di Piangipane e di Mezzano poste ad ovest della via Reale. Svolge con grande impegno attività sportive, non solo calcistiche, agonistiche e no, insieme ad iniziative sociali, di comunità e del tempo libero.

Il documento richiama, in particolare, come la Polisportiva abbia affrontato importanti investimenti per migliorare e completare l’area sportiva, certificati da un mutuo chirografario in scadenza a novembre 2029, aspettando tuttavia dal giugno 2019 che possa giungersi ad un’equa revisione delle condizioni su cui reimpostare la concessione dell’impianto.

Il documento, ricorda, inoltre come la società ha contribuito, con opere ed oneri consistenti, alla realizzazione della nuova sala polivalente interna all’area sportiva, favorendo un sostanzioso risparmio sui costi pubblici della struttura e garantendo un’assidua presenza durante la costruzione dell’edificio. Ha atteso, per quasi tre anni che fosse regolarmente collegato l’impianto fotovoltaico situato sul tetto della nuova struttura, pagando esose bollette senza poter usufruire del risparmio che ne sarebbe derivato. Ha finanziato totalmente l’arredamento della cucina senza rientrarne nei costi.

La Polisportiva chiede soprattutto, nei modi regolamentari possibili, che si dia corso alla procedura per una nuova giusta concessione, un equo riconoscimento delle spese sostenute e un regolamento d’uso della sala polivalente consono al rientro dei costi di cui si è fatta carico per la sua costruzione e all’attività meritoria di volontariato che produce.

Leggi anche: Mister Gallamini: «La testata? Mi dispiace che l’abbiano vista i bambini»

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