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Ouidad Bakkali: “La mia prima volta a Montecitorio”

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Ouidad Bakkali, parlamentare di Ravenna eletta nelle liste del PD, è uno degli esordienti che giovedì 13 hanno fatto il loro primo ingresso alla Camera dei Deputati. Ci ha raccontato la sua “prima volta” e come intende impegnarsi per la nostra città.

Una nuova esperienza, sicuramente insolita e interessante. Emozionata? Che sensazioni ha provato?
«Emozionata è dir poco, poche altre emozioni hanno eguagliato quella di ieri mattina mentre attraversavo la Piazza di Montecitorio. Certamente la sensazione molto concreta è quella di stare varcando la porta di uno dei luoghi più solenni della Repubblica italiana e di farlo portando con me il territorio che mi ha eletto e nel quale ho prestato servizio per tanti anni. Porto con me a Montecitorio la grande responsabilità di rappresentare al meglio il territorio provinciale di Ravenna e la Romagna che, oltre a essere rappresentati per contribuire al loro sviluppo, possono essere luoghi di ispirazione per l’intero Paese essendoci qui una lunga e solida tradizione di innovazione nelle politiche pubbliche e la cultura di tenere insieme sviluppo economico e giustizia sociale.»

Una novità, soprattutto se particolare come quella che lei ha appena iniziato, coglie sempre impreparati. Ha trovato riferimenti in qualche parlamentare del suo gruppo con maggiore “anzianità”? 
«L’inesperienza è sicuramente un dato di partenza, ma che in certi contesti, come quello politico, abbinata a umiltà, studio, approfondimento e ascolto, può essere utile a portare prospettive e sguardi nuovi sulle cose e nell’approccio ai problemi. Io arrivo forte di un’esperienza decennale nell’amministrazione locale e credo che questo sia una base importante, vocata alla concretezza e alla vicinanza alle persone. Sicuramente la delegazione emiliano-romagnola è un punto di riferimento importante, ma il gruppo nel suo complesso è pieno di riferimenti con i quali ho già avuto modo di lavorare e collaborare negli anni passati.»

L’impegno parlamentare la terrà molti giorni a Roma. Come si sta organizzando? Come terrà i legami con Ravenna, la sua città ma anche il suo collegio?
«Mi organizzerò cercando di conciliare al meglio l’impegno parlamentare e una nuova logistica di vita sicuramente differente da quella attuale per distanze e tempi. I legami con Ravenna, il collegio e la Romagna tutta saranno centrali nel mio lavoro e nella programmazione delle attività a partire dal legame con chi amministra i territori, con le associazioni datoriali, di volontariato, culturali, sportive etc. Il lavoro di rappresentanza che vorrei portare avanti è fondato sull’ascolto e l’incontro con i territori e chi li anima.»

Come curerà gli interessi di Ravenna a Roma? A quali temi pensa di dedicarsi per iniziare? 
«Certamente il lavoro deve essere capillare e costante e in contatto diretto con il territorio. La fase che stiamo vivendo è estremamente delicata dal punto di vista economico, energetico e sociale e Ravenna in particolare sul fronte energetico, con il progetto del rigassificatore, sta giocando un ruolo fondamentale per il Paese, quindi su questo dobbiamo dare tutti il massimo da ogni livello istituzionale. I temi a cui dedicarsi sono numerosi per una realtà come quella ravennate, considerata nella sua estensione provinciale, che esprime numerose vocazioni quindi bisogna presidiare i temi economici e infrastrutturali strategici per reggere questa delicata fase per famiglie e imprese. Ovviamente il mio impegno non mancherà anche negli ambiti sui quali ho lavorato in questi anni come assessora e penso in particolare a scuola, infanzia, diritti civili e politiche di genere, che sono alla base della giustizia e dell’equità, fondamentali per la coesione sociale che dobbiamo perseguire soprattutto in questo momento di grandi incertezze.»