Categories: Lettere e opinioni

Mingozzi (Pri): “Capanno Garibaldi: bene il marchio, ma servono risorse”

“Qualche giorno fa la Regione ha confermato il Capanno Garibaldi tra le dieci dimore ravennati meritevoli del Marchio di qualità per la valorizzazione e la fruizione delle case di personaggi illustri” afferma Giannantonio Mingozzi, membro della Società Conservatrice del Capanno Garibaldi di via Baiona; “è una bella notizia che ribadisce ancora una volta (dopo i riconoscimenti del Fai e dello stesso Ministero dei beni culturali in più occasioni) il valore storico e patriottico del nostro Capanno unito ad una crescente capacità di attrazione turistica di tutto il percorso risorgimentale ravennate che comprende anche la Fattoria Guiccioli a Mandriole e numerose testimonianze dell’epopea repubblicana e garibaldina a partire dalla Fondazione Ravenna Risorgimento”.
“Ma è necessario, nel contempo, avere ben presente che il Capanno necessita di continui interventi per resistere all’ingressione periodica delle acque vallive con interventi di ripristino degli argini e dello stesso percorso che conduce al prezioso monumento: l’abnegazione dei soci della Società Conservatrice con un lavoro straordinario di ripristino volontario e continuo ha evitato fino ad oggi conseguenze dannose ed irrecuperabili, ma essi non bastano a fronte di interventi radicali e costosi di messa in sicurezza del Capanno ormai inderogabili: dall’organizzazione di un piccolo museo al piano terra utile a scolaresche e famiglie in visita, a servizi igienici decorosi ed a spazi aperti al pubblico per iniziative divulgative per almeno 60 giorni all’anno, come prevede il riconoscimento del Marchio di qualità” ricorda Mingozzi. “A fronte di questi lavori il capanno può contare oggi sulla sensibilità dei soci ed il sostegno di qualche azienda privata e di Comune e Cassa di Risparmio, ma a mio avviso, conclude Mingozzi, se si vuole salvaguardare una sede storica così importante per l’Italia intera occorre un piano di interventi e di  contributi adeguato ai servizi che il riconoscimento di popolarità esige; e trattandosi di una sede patriottica e difesa nel corso di vari conflitti è un dovere civico e morale preservarla al meglio delle possibilità, sull’esempio di quanto è stato fatto da più parti  nell’Isola degli Spinaroni e dall’ impegno straordinario della Federazione delle Cooperative per mantenere la casa dove spirò Anita.”

Giannantonio Mingozzi (Pri)

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