Ha il divieto di avvicinare la ex ma continua con le minacce. 40enne di Filetto in carcere

Lei lo ha denunciato a dicembre per maltrattamenti e si è trasferita. L'operazione dei Carabinieri

Nonostante il divieto di avvicinamento, continuava le minacce alla ex compagna. Lei lo ha denunciato a dicembre per maltrattamenti e poi si è rivolta a un centro antiviolenza, trasferendosi. Per il 40enne residente a Filetto (Ravenna) scatta la custodia cautelare in carcere.

I fatti: prima la denuncia per maltrattamenti, poi le reiterate molestie e minacce alla ex

Nel pomeriggio di ieri, 30 gennaio, i Carabinieri della Stazione di Filetto (RA) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un cittadino quarantenne ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi commesso nei confronti della ex compagna.

Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Ravenna su richiesta della locale Procura, è scaturito a seguito della querela per maltrattamenti formalizzata dalla vittima lo scorso dicembre presso i carabinieri di Filetto. La denuncia riguardava precedenti comportamenti messi in atto dall’uomo mai denunciati né refertati prima, ed a seguito della quale l’Autorità Giudiziaria aveva emesso la misura del “divieto di avvicinamento alla donna”.



Tuttavia la misura era risultata inefficace in quanto l’uomo, per ottenere informazioni sull’attuale collocazione della ex compagna, che nel frattempo si era avvalsa dell’ausilio del Centro Antiviolenza, aveva posto in essere reiterate molestie e minacce nei confronti dei parenti della stessa, residenti in altre province e fuori regione. Pertanto, raccolte le ulteriori denunce, il GIP del Tribunale di Ravenna ha emesso la misura cautelare della custodia cautelare in carcere, immediatamente eseguita dai Carabinieri di Filetto.

Sulla base del grave quadro accusatorio e alla luce della condotta tenuta dall’indagato, l’uomo è stato quindi tratto in arresto e condotto presso il carcere di Ravenna, dove ora sarà chiamato a rispondere di maltrattamenti contro familiari o conviventi e atti persecutori.

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