«Siamo qua per dare il benvenuto a migranti che hanno subito violenze e torture di ogni tipo nei campi di accoglienza in Libia – spiega Marcello Medici della sede emiliano-romagnola della piattaforma –. Non conosciamo ancora nei dettagli le loro storie, ma sono tutte portatrici di sofferenze. In più, hanno dovuto sobbarcarsi un viaggio infinito che non è ragionevole far fare a una nave che prima di tutto salva vite umane. Evidentemente c’era interesse nel far sì che la Ocean Viking fosse impegnata per otto giorni in più, in modo da non avere il tempo di fare altri salvataggi. Strategie politiche sulla pelle delle persone, oltre che a danno dell’ambiente visto che così si inquina di più, non è bello… Speriamo che i migranti abbiano un futuro migliore e che la Ocean Viking possa presto ritornare in mare».
Anche Mediterranea Saving Humans ha una nave, la Mare Ionio, che è attualmente ormeggiata per problemi amministrativi. «Speriamo possa tornare presto attiva. Noi siamo da sempre operativi sia in mare sia a terra», conclude Medici. Tanti gli striscioni esposti, fra cui: “Welcome. Saving lives is not a crime” (ndr, Benvenuti. Salvare vite non è un crimine), “Restiamo umani” e “Libertà di movimento per tutti”.
Foto di Roberta Bezzi
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