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Matteo Cavezzali su Rai Radio 1 per parlare di folklore nero con “Il labirinto delle nebbie”

Domenica su Rai Radio1 alle 10 lo scrittore ravennate Matteo Cavezzali sarà ospite della trasmissione Re Noir condotta dal giornalista Stefano Tura. Cavezzali parlerà del folklore nero e delle superstizioni della Romagna e l’attore Ettore Nicoletti leggerà alcuni passaggi dal suo ultimo romanzo “Il labirinto delle nebbie” noir pubblicato da Mondadori che si svolge nella romagna di inizi novecento, più precisamente nel Delta del Po in cui avvengono una serie di strani omici rituali su cui indagherà il personaggio di Bruno Fosco.

Matteo Cavezzali (Ravenna, 1983) è autore dei romanzi “Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini” (minimum fax, 2018) “Nero d’inferno” (Mondadori, 2019) in cui racconta la figura di Mario Buda, anarchico italiano emigrato negli Stati Uniti che fece saltare in aria Wall Street, e “Il labirinto delle nebbie” (Mondadori, 2022) un romanzo che unisce folklore, storia e mistero ambientato in Romagna. Ha scritto anche i saggi “Supercamper. Un viaggio nella saggezza del mondo” (Laterza, 2021) e “A morte il tiranno” (HarperCollins, 2021) da cui è stato tratto l’omonimo podcast. Ha vinto il Premio Comisso e il Premio Volponi Opera Prima. È ideatore e direttore artistico del festival letterario ScrittuRa di Ravenna, Scrittura sulle Dolomiti e ha diretto Salerno Letteratura. Ha realizzato i podcast “Bruno Neri, calciatore e partigiano” e “Il suono del futuro”, con Gianni Gozzoli, per la Rai.
Ne “Il labirinto delle nebbie” Bruno Fosco è tornato vivo dal fronte della Grande Guerra, ma non è più l’uomo di quando è partito. Forse è anche per questo che accetta il ruolo di ispettore ai confini del mondo, ovvero nella stazione di polizia di Afunde, un villaggio nella palude del delta del Po in cui vivono solo donne, perché nessun uomo è sopravvissuto al fronte. Insidie, nebbia e cupe storie circondano il villaggio, mentre i suoi edifici sprofondano ogni giorno di più nel terreno fangoso. Quando viene trovata morta Angelina, con un misterioso simbolo sul collo, comincia una vera e propria battuta di caccia al suo assassino dentro i labirintici percorsi della palude. La bellissima e sfuggente Ardea sembra sapere molto di più di quello che si riesce a “leggere” dentro la realtà ingannevole e ancestrale dalla quale il forestiero è stato inghiottito assieme al suo sottoposto Della Santa e al vecchio e burbero anarchico Primo. Su Fosco e Ardea, e su tutto il paese, incombe l’eredità di violenza che la guerra, come tutte le guerre, ha lasciato dietro di sé. Matteo Cavezzali prende le mosse, come è sua consuetudine, dalla realtà storica per toccare la pelle viscida di un luogo mitico e infernale dove la ricerca del mostro si trasforma in un intricato racconto di fantasmi attraversato da una sinistra ansia di giustizia.

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