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Marianna Panebarco: «La forza della famiglia dietro il successo del corto 3D “Caramelle”»

Marianna Panebarco

Grande successo per il cortometraggio “Caramelle” della produzione Panebarco&Co, che ha vinto il Premio del Pubblico alla ventesima edizione di “Alice nella città”, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma. A salire sul palco durante la premiazione è stata Marianna Panebarco, produttrice e autrice della storia insieme ai due soci-fratelli Camilla e Matteo, e che dal 2008 ricopre il ruolo di general manager. L’azienda nasce ben 27 anni fa su iniziativa del padre Daniele, noto fumettista. Da allora il modo di lavorare ha avuto una notevole evoluzione, partendo dal raccontare storie attraverso carta e matita, fino ad arrivare a produrre i lavori tramite i social, grazie alla nascita e all’uso di internet. Ed è proprio nel nuovo contesto tecnologico che si inserisce il cortometraggio “Caramelle”, realizzato utilizzando la tecnica dell’animazione 3d, i cui fondali sono fotografie che riprendono alcune zone della città di Ravenna. Racconta del forte legame tra nonno, figlia e nipote. Un legame che, oltretutto, fa da tramite tra realtà e aldilà. La protagonista è la 40enne Lucia che si reca saltuariamente al cimitero per far visita al padre ed è qui che comincia la vera storia quando nota delle carte di caramelle appallottolate sulla tomba. Ciò accadrà più volte finché la donna farà una scoperta…

  • unika

Panebarco, vi aspettavate un tale risultato per il debutto del vostro nuovo cortometraggio?

«Questa è la nostra prima produzione indipendente. Il fatto che sia stata selezionata all’interno di questa prestigiosa vetrina costituisce di per sé una grande vittoria. Il premio è stato una piacevole sorpresa e siamo davvero molto felici, perché è un riconoscimento alla grande squadra che ha lavorato al corto».

Il cortometraggio è un omaggio ai nonni. Perché avete scelto di rappresentare questo tema e cosa c’è di autobiografico?

«”Caramelle” è liberamente ispirato a una storia vera, una nostra storia di famiglia. Il corto è dedicato al nostra caro nonno Carmine, appassionato ciclista amatoriale, morto fatalmente proprio in un incidente in bici, quando mio fratello Matteo, regista del corto, aveva solo 3 anni. Lui e il nonno avevano un rapporto simbiotico. Tant’è che Matteo ha ancora la sua vecchia bici… Un giorno, molti anni dopo, mia madre iniziò a trovare caramelle sulla tomba del nonno e alla fine scopri che… Beh, non posso dire di più altrimenti vi ‘spoilero’ la storia!»

  • unika

Ravenna è protagonista del cortometraggio. Che ‘ritratto’ viene fuori?

«Non è la Ravenna dorata delle chiese e dei mosaici, ma è una Ravenna meno nota, grigia e nebbiosa. Ciò è servito per mettere in risalto la storia in una plumbea realtà post-pandemica. La protagonista ha perso il lavoro ed è economicamente alle strette, a tutto ciò si somma la scomparsa recente del padre. Insomma, il grigio è un po’ metafora della sua anima».

panebarco

Dal 2008 è general manager all’interno dell’azienda di famiglia. Cosa l’ha spinta, dopo varie esperienze, a lavorare attivamente nella Panebarco?

Quanto ha influito suo padre Daniele, noto fumettista e fondatore dell’azienda? «Il mio sogno nella vita era fare un lavoro che mi consentisse di viaggiare. Ho fatto varie esperienze di studio importanti all’estero e appena laureata in lingue ho svolto vari lavori, finché non ho ceduto alle insistenze di mio padre, che nel frattempo, da fumettista era diventato autore multimediale e aveva fondato la Panebarco. Ovviamente ci ho messo un po’ per capire che ruolo ritagliarmi, non sono stati anni facili per me e, se sono diventata imprenditrice, è stato in gran parte grazie alla CNA. Ho seguito tantissimi corsi di autoimprenditorialità e management e piano piano, insieme a mio fratello e mia sorella, abbiamo capito davvero come fare».

Come vi siete suddivisi i ruoli oggi e che tipo di azienda è ora la Panebarco?

«Camilla, Matteo e io siamo sempre stati molto affiatati sin dall’infanzia. Anche se abbiamo caratteri diversissimi, siamo complementari. Io sono la front woman e dal punto di vista creativo, spesso mi occupo di scrivere i testi per i nostri video; Matteo è l’artista e l’anima creativa del gruppo, mentre Camilla, che ha una formazione da programmatrice, è quella che mette in riga tutto e tutti».

  • unika

Oggi il vostro principale business sono i video in grafica animata e cartoni animati. Quando tempo si impiega per realizzare un corto d’animazione?

«Non c’è una risposta univoca a questa domanda. Dipende da tanti fattori. Per esempio, per il corto “Caramelle”, ci sono voluti oltre tre anni da quando ho scritto su carta la primissima idea alla première a Roma. Ma perché sono riuscita a ottenere tutti i fondi possibili: il progetto è arrivato per primo al bando Produzione dell’Emilia Romagna Film Commission 2021, poi ci sono stati i fondi Selettivi del ministero e il Tax credit e, infine, un piccolo contributo del Comune di Ravenna che ha consentito di chiudere il piano finanziario  Di seguito, tanto tempo è stato dedicato alla creazione di partnership. Abbiamo un produttore associato, Mediterraneo Cinematografica, un distributore, Premiere Film, e infine siamo diventati la prima Weshort Originals (ndr, un’innovativa piattaforma, unica nel suo genere, esclusivamente dedicata al cinema breve di qualità), cosa di cui andiamo particolarmente fieri. (Weshort è un’innovativa piattaforma, unica nel suo genere, esclusivamente dedicata al cinema breve di qualità!) ».

panebarco

Quali sono i vostri prossimi progetti artistici?

«Da oltre 15 anni lavoriamo come agenzia specializzata nella produzione di cartoni animati e video in grafica animata, e questa è ancora oggi la nostra principale attività. Al momento stiamo anche partecipando, come service esterno, alla realizzazione di un lungometraggio in animazione 2D. Come casa di produzione indipendente, invece, da due anni portiamo avanti lo sviluppo di una nostra serie tv in animazione, ispirata alle nostre avventure famigliari e creative. Inoltre, abbiamo in animo di produrre altre tre opere, ma i tempi per queste cose sono sempre piuttosto lunghi».

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