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Marco Di Giorgio: recitare nel segno di Dante

Marco Di Giorgio

Diplomato alla scuola di recitazione del Piccolo Teatro di Milano, Marco Di Giorgio è attore e autore. Nel 2011 ha preso parte al film Qualcosa nell’aria, diretto da Olivier Assayas, che ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2014 è stato assistente alla regia nello spettacolo L’imbalsamatore, scritto e diretto da Giorgio Battistelli. Ha ideato il progetto I Classici LiberaMente, in cui intende avvicinare gli studenti agli autori della letteratura italiana attraverso la recitazione. Nel 2016 e nel 2018 ha vinto il bando Giovani artisti per Dante con i progetti LetteralMente Divina, debuttando al Ravenna Festival, e Dante is back, da lui scritto e interpretato. Nel 2017 ha esordito come sceneggiatore nello spettacolo Dante non aveva l’iPhone, di cui è anche protagonista.

La sua passione per Dante e la Divina Commedia l’ha portato a Ravenna rispondendo con entusiasmo alla call della lettura perpetua. Il 23 febbraio torna per la seconda volta per declamare il Canto XXVI dell’Inferno.

Marco Di Giorgio davanti alla tomba di Dante recita il canto della Divina Commedia

Da dove nasce la tua passione per il teatro?

«Ho iniziato a fare teatro fin da piccolo quando, a soli 10 anni, sono andato con la scuola a vedere uno spettacolo per bambini. Mi sono subito innamorato del palcoscenico e ho detto a me stesso che nella vita avrei fatto di tutto per fare l’attore».

Cosa ti ha spinto a rispondere alla call per la lettura perpetua della Divina Commedia?

«Trovo l’iniziativa della lettura perpetua un’opportunità di far conoscere meglio il testo dantesco e i suoi preziosissimi tesori nascosti, anche ai non addetti ai lavori, a coloro che hanno solo reminiscenze scolastiche, quindi non potevo far altro che rispondere alla chiamata. Da oltre 10 anni, ormai, mi occupo di spettacoli sulla Divina Commedia e della sua divulgazione.

Diversi tuoi progetti sono legati all’opera e alla figura di Dante. Ce li racconti brevemente?

«Ho incentrato il mio lavoro, dopo l’Accademia del Piccolo Teatro, sullo studio e la messa in scena della Commedia. Sono partito con il progetto “I Classici LiberaMente”, poi ho avuto la fortuna di collaborare con il Ravenna Festival per ben due volte con gli spettacoli “LetteralMente Divina” e “Dante is back”. Sto scrivendo una parodia dell’inferno in chiave post-moderna, rigorosamente in endecasillabi incatenati, giocando sui ritmi più comici del verso. Infine, sto cercando di crearmi dei contatti con le Società Dante Alighieri d’Italia e della Svizzera italiana, per ora; l’intenzione è quella di portare i miei spettacoli anche all’estero, nelle scuole di italiano per stranieri o nelle associazioni dantesche».

Il tuo progetto “I Classici LiberaMente” offre un’altra via per fare apprezzare agli studenti la letteratura. Qual è stato il loro riscontro?

«Il progetto è nato nel 2012, con lo scopo di promuovere i classici della letteratura italiana nelle scuole superiori tramite l’interpretazione e la spettacolarizzazione dei testi, unendo quindi la componente didattica a quella più prettamente teatrale. Le reazioni degli studenti sono state estremamente positive, perché utilizzando linguaggi più vicini a loro (come, ad esempio, quello multimediale) riesci a catturare la loro attenzione e ad avvicinarli a qualcosa che pensano essere molto lontano da loro, ma che in realtà è molto più vicino di quanto possano credere».

Marco Di Giorgio alla tomba di Dante Alighieri

Da visitatore cosa ti ha colpito particolarmente della nostra città?

«L’aria pregna di cultura che si respira qui, la vivibilità, il fatto che sia costruita a misura d’uomo hanno catturato immediatamente la mia attenzione che mi hanno fatto innamorare di questa città. Ovviamente, in quanto città dantesca come Firenze, il legame che ho con Ravenna è il sodalizio perfetto tra la mia passione per la Commedia e l’accoglienza calorosissima che ho sempre ricevuto».