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L’Unione della Romagna Faentina e la lotta biologica per il verde ornamentale della città

Nei giorni scorsi il personale del Servizio Ambiente e Giardini dell’Unione della Romagna Faentina ha eseguito il lancio di un particolare insetto per ripristinare l’equilibrio tra quelli nocivi e quelli definiti utili nell’ecosistema agricolo e urbano.

 

Nella fattispecie, nell’area verde di via Corbari sono stati rilasciati alcune centinaia di insetti (Anastatus bifasciatus) con lo scopo di contenere la diffusione della cimice asiatica, vero flagello per le piante, ornamentali e agricole, arrivato nel territorio italiano da meno di dieci anni. L’insetto liberato in questi giorni è un imenottero di origine locale che nel momento della riproduzione depone le sue uova all’interno di quelle delle cimici asiatiche, provocando il danneggiamento irreversibile di queste ultime. L’azione, nel tempo, limita quindi il numero di nuovi nati della cimice asiatica.

 

Il lancio dell’imenottero avviene una volta l’anno, tra luglio e agosto, periodo nel quale le cimici asiatiche depongono le uova. Lo scorso anno il rilascio è avvenuto nell’area verde di via Boschi e prima ancora in quella di San Marco e via Ravegnana.

 

Per quanto riguarda i risultati, quest’anno in particolare si è notata una diminuzione del problema della presenza delle cimici asiatiche, assenza confermata anche dalle associazioni di categoria del mondo agricolo, una flessione alla quale potrebbe aver contribuito anche la lotta biologica adottata dall’Unione della Romagna Faentina.

 

A tal proposito bisogna sottolineare che il Comune di Faenza, uno dei primi enti pubblici in Italia, da circa 25 anni adotta la lotta biologica, cosa che ha portato a ottenere il riconoscimento del ‘Premio innovazione Biofac’, consegnato nel 1998 a Francoforte.

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