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Le celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Gustavo del Vecchio a Lugo

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Domani, 6 settembre, si celebra a Lugo il cinquantesimo anniversario della morte dell’economista ebreo Gustavo del Vecchio. Ancora bambino perse il padre, ucciso da un impiegato dell’azienda commerciale di cui era titolare. In seguito a questa tragedia, intorno al 1888 la famiglia si trasferì a Bologna, dove frequentò le scuole elementari e secondarie. Nell’ottobre del 1900 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Roma, ma portò a termine gli studi universitari nell’università bolognese.

 

Dopo aver partecipato come volontario alla Prima guerra mondiale, Del Vecchio avviò l’attività di docente di discipline economiche. Attraverso un’intensa attività di studio e ricerca Del Vecchio, realizzò una notevole quantità di ricerche e pubblicazioni.  Fu redattore ed anche direttore di importanti riviste, quali «Econometrica», «Economia», «Beiträge zur Ökonomischen Theorie», «Economia Internazionale», «Rivista bancaria». Fino al 1933 riuscì ad evitare l’iscrizione al Partito fascista, obbligatoria per tutti i docenti degli atenei italiani. Nel 1934 divenne rettore dell’Università Bocconi ma nel 1938 decadde da tutte le cariche a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista. Costretto ad abbandonare l’insegnamento, nel 1943 espatriò in Svizzera, dove rimase fino al 1945.

 

Nel dopoguerra il contributo di Gustavo Del Vecchio alle scelte governative in materia di politica economica fu rilevante. Fu consigliere di Meuccio Ruini, il ministro per la Ricostruzione delle Terre liberate dal nemico nel governo Parri. Si schierò contro l’approvazione di un’imposta globale sul patrimonio. Nel 1947 fu chiamato a ricoprire la carica di Ministro del Tesoro nel quarto governo De Gasperi. Assunse l’interim del Bilancio dopo che Luigi Einaudi, che ne era titolare, fu eletto Presidente della Repubblica. Del Vecchio fornì la sua opera per la stabilizzazione della lira e per arrestare l’azione inflazionistica, assumendo nell’agosto 1947 la presidenza del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio.

 

 

 

“Esprimo l’auspicio – dice il Presidente dell’Associazione Italo Israeliana Giacomo Melandri – che il mondo della ricerca continui a dedicare la propria attenzione all’importante contributo che il cittadino lughese Gustavo Del Vecchio ha portato allo studio di fenomeni complessi che costituiscono spesso, ancora oggi, sfide irrisolte. È importante conoscere la storia del proprio paese e dei suoi cittadini illustri- ha concluso Melandri – La storia è custode della nostra provenienza e origine. Approfondire la storia non appaga sono la nostra sete di conoscenza ma ci aiuta a capire chi siamo, perché ci spiega l’origine del nostro contesto quotidiano e della nostra cultura.”

 

L’Associazione Italo Israeliana della Romagna APS, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Lugo, nel 2018 organizzò nella sua città natale un convegno che riscosse grande interesse, anche per il contributo di Mario Draghi, allievo di Federico Caffè dal quale aveva appreso l’apprezzamento per gli insegnamenti di Gustavo Del Vecchio.

 

Attraverso queste attività si sono stabiliti rapporti di amicizia e collaborazione con molti studiosi e varie Università nelle quali l’economista lughese ha operato, dalla Bocconi, all’Alma Mater di Bologna, alla Sapienza di Roma, dove insegnò dal dopoguerra fino alla morte.

 

La città di Lugo è gemellata dal 2006 con la città israeliana di Yoqneam Ilit in Galilea ma il legame con il popolo ebraico nasce da lontano. Fin dal XIII° secolo è stata abitata da famiglie ebraiche le quali ebbero ottime relazioni con i Duchi Estensi ma subirono la reclusione nel ghetto quando Lugo passò al dominio della Chiesa all’inizio del XVII° secolo insieme a Ferrara e Cento. La comunità ebraica di Lugo diede comunque i natali a grandi protagonisti degli studi teologici, ad artisti e artigiani, banchieri e scrittori, i quali hanno contribuito alla crescita della città e della nazione.

 

 

 

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