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La ravennate Maria Vittoria Baravelli cura una mostra a Milano in collaborazione con Mondadori Portfolio

Foto: L’attrice Monica Vitti posa durante un servizio fotografico in uno stabilimento balneare. 1971 – © Mondadori Portfolio/Marisa Rastellini

Gli straordinari scatti di Marisa Rastellini, raffinata autrice attiva tra gli anni Sessanta e la fine degli anni Ottanta per i magazine Grazia ed Epoca, saranno esposti per la prima volta al grande pubblico grazie a Mondadori Portfolio e alla ravennate Maria Vittoria Baravelli.

Nell’ambito di MIA Fair – Milan Image Art Fair, la più importante fiera italiana della fotografia in programma dal 28 aprile al 1° maggio presso Superstudio Maxi a Milano, Mondadori Portfolio celebrerà infatti il proprio decennale presentando Uno sguardo gentile, fotografie di Marisa Rastellini, mostra monografica dedicata all’artista romana.

Dopo un lungo e meticoloso lavoro di ricerca della Baravelli negli archivi della Mondadori, le opere dell’autrice diventano finalmente fruibili grazie ad un percorso che documenta perfettamente lo spirito del tempo da lei vissuto e molto ben rappresentato nei suoi ritratti di attori, personaggi della letteratura e della cultura italiana, oltre ai numerosi reportage di moda.

La mostra ricostruisce l’universo di Marisa Rastellini, delineando il ritratto di un’artista schiva e delicata, che attraverso il suo obiettivo ha saputo immortalare con sguardo profondo i grandi intellettuali d’Italia come Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Virna Lisi, Monica Vitti, e poi ancora Marcello Mastroianni, Federico Fellini, Valentino Garavani.

«Gli archivi sono cartografie da navigare, terre da esplorare – commenta la curatrice Maria Vittoria Baravelli. In un orizzonte in cui il digitale prospera in tutti gli ambienti, gli archivi riescono ancora attraverso le buste, i provini, i cassetti e i negativi a rimanere fermamente impressi nel reale. Per questo riscoprire Marisa Rastellini è così importante: una fotografa romana degli anni 60’ di cui non sappiamo quasi nulla. Conosciamo solo il suo essere discreta e gentile, incredibilmente schiva eppure così profonda nel registrare attraverso i suoi occhi i volti e i costumi del secondo Novecento italiano. Dopo oltre 50 anni le fotografie di Marisa Rastellini escono dalle buste e vedono di nuovo la luce. Noi guardiamo loro ma sono loro a raccontare ciò che siamo stati e ciò che, con le dovute differenze, continuano ad essere».

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