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La compagnia Nerval Teatro è stata ammessa nel Fondo Unico per lo Spettacolo del Ministero della Cultura

Foto: Attraversamenti – Ilaria Scarpa

La compagnia Nerval Teatro, fondata nel 2007 da Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol, è stata ammessa, come prima istanza, all’interno del Fus (Fondo unico per lo Spettacolo) del Ministero della Cultura per il triennio 2022-2024, nell’ambito “Azioni trasversali – Promozione teatro coesione e inclusione sociale” con uno dei migliori punteggi della categoria.

 

Viene dunque riconosciuto dal Ministero un lavoro ultradecennale nell’ambito dell’inclusione sociale realizzata attraverso la pratica teatrale. Risale, infatti, al 2007 l’ideazione e l’avvio del Laboratorio Permanente a Rosignano Marittimo, dedicato a persone diversamente abili: fu promosso dall’allora direttore della Fondazione Armunia, Massimo Paganelli, e tuttora continua le proprie attività in territorio toscano, con la collaborazione della Cooperativa Sociale Nuovo Futuro di Rosignano.

 

Nel 2019 il Laboratorio Permanente è stato esportato anche a Ravenna, grazie alla convergenza e all’impegno di diversi soggetti: oltre a Nerval Teatro che si occupa attivamente del percorso di formazione negli spazi del Teatro N. Montanari (ex Zodiaco), figura l’impegno del Comune di Ravenna/ Assessorato ai Servizi Sociali e quello delle tre cooperative sociali che hanno aderito al progetto: San Vitale, Selenia e La Pieve, oltre al sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

 

A Ravenna le attività sono programmate con un calendario che prevede una settimana di incontri al mese coinvolgendo circa una ventina di persone, utenti delle tre cooperative che hanno aderito al progetto. L’obiettivo generale è quello di creare e promuovere iniziative teatrali, culturali e formative frutto di sperimentazione e ricerca volte a favorire l’inserimento sociale di persone che vivono esperienze di gravi patologie e di forte marginalità, sviluppando e consolidando competenze e autonomie attraverso la pratica teatrale in diversi ambiti e attivando occasioni professionalizzanti. Alla base c’è la consapevolezza del valore artistico del lavoro con queste persone speciali, che mostrano una ricchezza espressiva abitualmente nascosta e fanno germogliare forme di teatro e sperimentazione nuove.

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