Il punto sulla situazione delle strade provinciali dopo i danni provocati dall’alluvione

ll presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale e il delegato provinciale alle strade Nicola Pasi fanno il punto sulla situazione delle strade provinciali dopo i danni provocati dall’alluvione. «In collina le alluvioni si sono portate via gran parte delle strade, a valle c’è il serio rischio che a fine estate le strade si muovano a causa del ritiro dei terreni. In pianura dunque la situazione è in divenire, al momento si tratta principalmente di una questione di risorse per far fronte a importanti manutenzioni. In pianura è stata data priorità al ripristino degli argini, mettendo alcune strade a disposizione dei cantieri della Regione, e ad un nodo viario nella zona di Prada tra Faenza, Russi e Ravenna. In collina invece la situazione è di tutt’altra portata, va oltre la scala di intervento per cui è strutturata la Provincia, ma i lavori fatti in questi mesi hanno comunque permesso di ripristinare gran parte della viabilità compromessa».

I primi interventi hanno seguito la logica della somma urgenza

«Dopo l’alluvione sembrava un’impresa quasi impossibile ripristinare la viabilità nelle zone colpite, ma con fiducia, priorità condivise e gioco di squadra, oltre che a un impegno più che straordinario delle persone preposte, la situazione è progressivamente migliorata giorno dopo giorno. In primo luogo ci siamo posti con fiducia nei confronti di tutti gli interlocutori istituzionali: dal Governo a Regione e Comuni. Abbiamo capito fin da subito che non sarebbe stato possibile aspettare di avere la certezza di risorse assegnate, tuttavia abbiamo deciso di partire subito per non lasciare nessuno isolato, procedendo per somma urgenza, liquidando i lavori finché c’era disponibilità finanziaria, se anche accantonata per altro, e confidando in un rimborso da parte del Governo. Finora tutti gli interventi realizzati sono stati anticipati da Provincia e Comuni e i tempi di intervento sono stati dettati dalla disponibilità delle ditte, ovviamente impegnate in tutto l’areale colpito, e dai tempi tecnici minimi di esecuzione e in taluni casi progettazione dei lavori».

«Per prima cosa abbiamo visitato la zona assieme ai tecnici e ai sindaci e agli assessori delle zone coinvolte. Le visite sono servite a darsi insieme le priorità di intervento. Fin dai primi sopralluoghi si è convenuto di concentrare le azioni sulle strade di fondo valle (SP302 Brisighellese e SP306 Casolana), assi portanti delle due vallate, per questo occorreva al più presto liberarle dalle frane e proteggerne la percorrenza e le strutture stesse da nuovi smottamenti. A seguire si è intervenuti sulla SP23 Monticino-Limisano tra Brisighella e Riolo per disporre di una strada di collegamento intermedia. Queste strade sono state riaperte alla circolazione di tutti i mezzi con alcuni tratti regolamentati a senso unico alternato per attraversare le frane di valle e mediante la predisposizione di elementi di protezione e sensori collegati a semafori per le principali frane di monte».

La sfida dei prossimi mesi è il ripristino delle condizioni originali di piena percorribilità delle strade

«Per le altre strade, alcune delle quali veramente in pessime condizioni, è stato attivato un capillare lavoro di squadra assieme ai sindaci e agli assessori dei comuni coinvolti, finalizzato a riaprire quelle percorrenze locali essenziali a dare accesso a tutte le abitazioni e attività che erano rimaste isolate. In alcuni casi con sole opere di somma urgenza non è stato possibile riaprire le strade a piena percorribilità e alcune sono tutt’ora percorribili a traffico limitato ai soli residenti, alle attività e ai mezzi di soccorso».

«Fin qui abbiamo provveduto con le opere di somma urgenza e ben vengano le risorse annunciate in tal senso dal commissario Figliuolo. Ma si tratta di lavori di riparazione, il ripristino delle condizioni originali di piena percorribilità delle strade è la sfida dei prossimi mesi. Purtroppo il tempo intercorso tra l’alluvione e la nomina del generale Figliolo a commissario straordinario per la Ricostruzione ha sottratto mesi importanti. Anche in questo caso però non siamo stati fermi ed abbiamo affidato già da un po’ di tempo gli studi geologici necessari a progettare in modo consapevole le successive opere di ricostruzione. Vogliamo ricostruire un territorio più forte di prima e vogliamo farlo insieme al Governo, alla Regione, ai Comuni, ai cittadini e alle imprese».

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