Giulia Lavatura è stata trasferita all’Ospedale di Ravenna. Si era gettata nel vuoto causando la morte della figlia

La 41enne si trova in custodia nella struttura di cura, sotto controllo per evitare un nuovo tentativo di suicidio. È accusata di omicidio pluriaggravato

Giulia Lavatura ha lasciato il Bufalini di Cesena, dove si trovava ricoverata dall’8 gennaio, ed è stata trasferita alla psichiatria dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. La 41enne si è gettata dal nono piano del palazzo di via Dradi in cui viveva e ha portato con sé la figlia di sei anni e la cagnolina, entrambe morte nell’impatto. Unica superstite, Lavatura è in custodia cautelare in clinica, accusata di omicidio pluriaggravato e uccisione di animale.

Come disposto dal Giudice per le indagini preliminari Andrea Galanti – che ne ha convalidato l’arresto – la donna dovrà rimanere in custodia nel reparto di Psichiatria dell’ospedale ravennate. Si tratta della stessa struttura in cui Giulia Lavatura è in cura da 10 anni per problemi psichiatrici.

Lavatura, infatti, era in cura da circa 10 anni al Csm di Ravenna, ma durante il primo interrogatorio ha ammesso di aver sospeso i farmaci prescritti. A tormentarla negli ultimi mesi era il terrore di indebitarsi per la ristrutturazione di una sua casa, sulla quale erano state avviate le pratiche per ottenere il Superbonus 110%, nonché un difficile rapporto con il padre, che lei riteneva invadente.



Il gip ha ritenuto elevato il rischio che la donna tenti nuovamente il suicidio, perciò sarà tenuta sotto stretto controllo degli operatori sanitari. Allo stesso tempo, l’avvocato difensore Massimo Ricci Maccarini ha intenzione di presenterà formale richiesta di perizia psichiatrica, ritenendola non imputabile a causa dell’infermità mentale.

Nel frattempo lunedì 15 gennaio si sono svolti in forma privata i funerali della figlia. La famiglia ha raccolto offerte per l’associazione ‘Porte Aperte della Romagna’ e altre realtà di supporto alle persone che soffrono di salute mentale. La zia e il cugino di Giulia Lavatura hanno entrambi sottolineato le difficoltà nell’affiancare le persone con malattie psichiatriche.

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