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Fusignani: “Su illuminazione e porta a porta pronti a ripensamenti, se necessario”

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«Non siamo così irresponsabili da dire che non si può cambiare. La decisione di spengere la pubblica illuminazione nelle ore notturne non è stata presa certamente a cuor leggero ma con tutta la consapevolezza che crea disagi a cominciare dalla percezione di un aumento dei livelli di insicurezza dei cittadini. Per questo nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica coordinato dal Prefetto, con tutti i sindaci della Provincia abbiamo preso l’impegno di monitorare la situazione per un periodo di 15 giorni così da avere dati certi sull’aumento o meno di furti e atti vandalici rispetto agli analoghi periodi e nelle stesse fasce orarie degli altri anni quando, fatti salvi il 2020 e 2021 con le chiusure per Covid, si aveva una situazione di piena normalità. Perché la sicurezza dei cittadini è fondamentale, ma bisogna avere la certezza che ci siano reali problemi di insicurezza e non soltanto la percezione di insicurezza, che pure va tenuta presente e non sottovalutata».

 

Eugenio Fusignani, vicesindaco di Ravenna con deleghe anche a Sicurezza e centro storico, affronta con Più Notizie alcuni temi di grande attualità e di cui si sta molto discutendo in queste settimane. A cominciare proprio dalla decisione di spengere la pubblica illuminazione dal lunedì al venerdì dall’1 alle 5 di notte e nel fine settimana dalle 2.30 alle 5 che comporterà un risparmio di circa 1 milione e 122mila euro.

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«Una decisione che si è resa necessaria per il forte aumento dei costi che fanno capo anche all’amministrazione comunale cui si è aggiunta una notevole riduzione dei trasferimenti agli enti locali da parte del governo», prosegue Fusignani.«Per questo la misura adottata era necessaria a meno di non voler tagliare alcuni servizi ai cittadini. Ma, ripeto, nulla è ineluttabile e tutto può essere cambiato».

 

Cosa ne pensa della manifestazione indetta per venerdì per protestare contro il buio?
«C’è piena libertà di manifestare, ma non è con i cortei che si trovano le soluzioni ai problemi. Bisogna invece confrontarsi e valutare le soluzioni più idonee per i cittadini e avendo ben presente il concetto, e su questo voglio essere chiaro, che se non si attueranno risparmi sull’energia si dovrà risparmiare su altre voci di bilancio col rischio di rinunciare a certi servizi».

 

Altro tema molto dibattuto è quello della raccolta dei rifiuti porta a porta sulla quale lei ha fatto alcune valutazioni, soprattutto per quanto riguarda il centro storico…
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Su questi aspetti, assieme agli assessori Randi e Baroncini, ho incontrato i dirigenti di Hera cui il Comune ha appaltato il servizio di raccolta rifiuti per valutare tutto quello che non funziona e le difficoltà legate al porta a porta. Abbiamo inoltre chiesto più puntuali interventi per la pulizia delle strade che al momento non è soddisfacente e aspettiamo che Hera ci dia i risultati attesi».

 

Quindi anche sul porta a porta si potrebbe cambiare?
«Una riflessione si può sempre fare alla luce dei risultati. Il territorio, vastissimo, del Comune di Ravenna è molto differenziato e non è detto che in alcune aree, penso soprattutto al centro storico, la raccolta porta a porta non possa creare problemi anche di decoro urbano. In tal caso non vedo perché non potrebbe essere ripensata. Poi c’è il problema delle strade che richiedono una più profonda pulizia e bisogna evitare che il porta a porta possa peggiorare la situazione».

Un altro tema di strettissima attualità riguarda la mancata gratuità dei parcheggi in centro nel periodo delle festività natalizie. Quest’anno, a differenza di avvenuto da tempo, non ci saranno fasce di gratuità e questo ha indispettito soprattutto i commercianti che vedono penalizzare la attività…
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Intanto occorre tener presente che già lo scorso anno chiarimmo che non si sarebbe proseguito con la gratuità della sosta in periodo natalizio. In ogni caso non appare ci siano evidenze di una correlazione tra parcheggi gratuiti e accessi dei cittadini al centro storico per gli acquisti. Penso invece che sia molto più importante confrontarci con  gli operatori del centro storico e con le loro associazioni per trovare tutti insieme le iniziative più idonee al rilancio della attività commerciali e di servizio che nobilitano il cuore di Ravenna».

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