Fusignani (Pri) su Berlusconi: “Protagonista degli ultimi 30 anni di politica italiana”

Si è svolto due giorni fa il funerale dell’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Duomo di Milano, al quale non è mancata la partecipazione di una delegazione nazionale del Pri.

Le parole di Fusignani

A prendere parte al rito, infatti, sono stati Eugenio Fusignani, vicesindaco di Ravenna e segretario nazionale responsabile di Enti locali del Pri italiano e l’amico Franco De Angelis, della direzione nazionale e segretario del Pri della Lombardia.

Fusignani ha espresso sentite parole di cordoglio per il premier scomparso, nonostante fosse suo avversario politico, ne ha riconosciuto le doti e l’importante carriera politica iniziata già in giovane età: “Con Silvio Berlusconi scompare non solo un protagonista degli ultimi 30 anni di vita politica italiana ma si chiude una pagina emblematica della storia dell’Italia. Una personalità la sua difficile da etichettare: statista, politico, imprenditore, finanziere, comunicatore, dirigente calcistico, difficile trovare un ambito dove non si sia cimentato. Le sue contraddizioni erano e restano le contraddizioni di un popolo che credo non abbia eguali nella storia d’Europa. La sua discesa in campo alla vigilia delle elezioni politiche del 27 marzo 1994 determinò la nascita di un bipolarismo che ancora oggi resiste nonostante i cambi di impostazione e di leadership. Le sue ombre restano più forti delle sue luci e la morte non le fuga di certo: in ogni caso occorre riconoscere che grazie a lui si organizzò un polo di centrodestra che,a differenza dell’attuale seppe mantenere una visione liberale ancorché spesso intrisa di un liberismo più utile alle sue cause in nome dei suoi molteplici interessi personali che al bene comune in nome dell’interesse generale. Resto orgoglioso d averlo avversato politicamente per tutto l’arco della sua lunga permanenza sulla scena politica italiana del dopo tangentopoli ad oggi, così come rivendico con orgoglio di aver contribuito a fare del PRI ravennate la punta di diamante dell’opposizione interna all’innaturale deriva innescata dal congresso di Bari del 2001. Tuttavia oggi non posso non riconoscere che senza Berlusconi, l’allora PDS avrebbe probabilmente stravinto non consentendo alla sinistra ex comunista di continuare in quel processo di crescita ai valori di una moderna socialdemocrazia europeista e atlantista, come voleva l’idea primigenia del PD. Non facendogli nessuno sconto sui guasti socio-politici che la sua visione ha prodotto, non posso non riconoscergli un grande merito politico: non aver mai consentito che il Centro destra, sotto la sua guida, ponesse in discussione la collocazione europeista ed Atlantica dell’Italia. E forse questa è stata la sua più forte peculiarità. A nome mio personale e dei repubblicani della provincia di Ravenna, le più sentite condoglianze alla famiglia e a Forza Italia”.

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