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Energia, a Ravenna piattaforma per la rigassificazione e parco eolico. Progetto condiviso con il ministro per la Transizione ecologica

Porto di Ravenna, navi mercantili, container, porto commerciale

Foto: porto di Ravenna – Caselli Nirmal Marco, Regione Emilia-Romagna A.I.U.S.G.

L’Emilia-Romagna hub nazionale per il gas. Pronta a fare la propria parte per dare una mano al Paese, chiamato a dare risposte immediate contro il caro bollette e strutturali per la progressiva autosufficienza energetica e la transizione ecologica.

Grazie al Porto di Ravenna, dotato di infrastrutture a mare per l’ormeggio di navi che trasportano gas liquefatto, lo stoccaggio e la sua rigassificazione, e del collegamento a terra per l’immissione nella rete di distribuzione italiana agli utenti finali: cittadini, famiglie e imprese. L’Emilia-Romagna pronta quindi ad ospitare l’infrastruttura nazionale prevista dal decreto adottato lunedì scorso dal Governo.

Un distretto che ha le strutture, la logistica, le competenze, le professionalità ingegneristiche e di manodopera qualificata necessarie a diventare uno dei punti di riferimento in Italia per ricezione e trattamento in sicurezza del gas naturale liquefatto che il Governo italiano sta ottenendo con accordi sottoscritti in numerosi Paesi esteri, oltre a quello in arrivo dagli Stati Uniti. Nell’ambito di un piano più complessivo che porti alla cessazione della dipendenza dalle forniture russe e alla svolta verso fonti rinnovabili e la piena sostenibilità. A partire dal progetto del parco eolico e del fotovoltaico galleggiante in Adriatico, unico per dimensioni nel panorama nazionale e internazionale, ora all’esame del ministero per la Transizione ecologica.

La disponibilità dell’Emilia-Romagna è stata al centro dell’incontro fra il presidente della Giunta e il ministro per la Transizione ecologica, oggi nella sede della Regione, a Bologna, che ha condiviso il progetto per il rigassificatore, definito strategico per raggiungere l’obiettivo di autonomia energetica fissato dal Governo, e che si è impegnato a dare priorità a quello del parco eolico e del fotovoltaico.

Con loro, la vicepresidente della Giunta, il sottosegretario alla Presidenza, l’assessore allo Sviluppo economico e green economy, l’assessora all’ambiente e alla difesa del suolo, il sindaco di Ravenna.

Il terminale marino di Ravenna permetterebbe tempi di attivazione della piattaforma di stoccaggio e rigassificazione inferiori ai 12 mesi, rispetto ai tre anni altrimenti necessari per la costruzione di una nuova struttura altrove.

A pesare in positivo sarebbe anche il gioco di squadra, in un’operazione che vedrebbe la collaborazione fra Governo, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Autorità portuale e l’intero comparto ravennate, insieme a Snam, che gestisce la rete di distribuzione del gas, e Saipem.

Il progetto si svilupperebbe quindi attorno a un ormeggio esistente, oggi in concessione a un Gruppo privato, anch’esso ovviamente da coinvolgere, in un distretto completamente vocato all’energia, in grado di gestire al meglio le verifiche e le implementazioni necessarie, oltre agli investimenti che serviranno. L’obiettivo è quello di avere una unità di stoccaggio e rigassificazione attrezzata a ricevere navi GNL del maggior numero di classi possibile attualmente in navigazione, per contribuire in maniera decisiva alla capacità di ricezione e lavorazione di gas liquido che il Governo sta reperendo all’estero in alternativa a quello russo.

L’accordo Usa-Europa per le nuove forniture di gas naturale liquefatto (15 miliardi di metri cubi in più subito e 50 in più dal 2030) rende necessario potenziare il sistema continentale dei rigassificatori. Attualmente, il modo più flessibile e di minor costo per sfruttare la nuova disponibilità di GNL è impiegare unità galleggianti ancorate in prossimità dei porti. Quello di Ravenna è nelle condizioni di farlo nel tratto di mare prospicente, e quindi non direttamente in porto. Possibilità ritenuta fra le più efficaci.