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Due mostre collettive e una personale dell’associazione Marte per la biennale “Ravenna Mosaico”

Marco De Santi, Il tempo del silenzio, dettaglio, 2020

Marco De Santi, Il tempo del silenzio, dettaglio, 2020

L’associazione culturale Marte in occasione della VII edizione della Biennale di Mosaico Contemporaneo a Ravenna, organizza due mostre collettive e una personale.

 

“КОРЕЊА ≈ RADICI ≈ ROOTS” è il titolo della collettiva che verrà ospitata in una delle sale del Palazzo Galletti Abbiosi dall’8 ottobre al 27 novembre 2022. La mostra, a cura di Eleonora Savorelli e Andrea Pola (vicepresidente di marte), raccoglie i lavori di quattro artisti macedoni residenti a Ravenna: Aleksandra Miteva, Mila Dobrevska, Aleksandar Velichkovski e Anica Kitanoska. Inaugura l’8 ottobre alle ore 19:30. Il titolo della mostra concentra l’attenzione sulla derivazione geografica e culturale che accomuna gli artisti, trasferitisi a Ravenna per proseguire il loro percorso di studio del mosaico presso l’Accademia di Belle Arti della città.

 

Mila Dobrevska presenta due opere le cui forme richiamano dei volti, scomposti e ricomposti in una fitta trama di tessere di varia grandezza e colori contrastanti. La tecnica del mosaico rafforza la disgregazione delle forme umane e offre, al tempo stesso, un tridimensionalità quasi scultorea. I lavori di Aleksandra Miteva hanno come protagoniste sottili lamine di rame suturate tra loro; su queste, l’aria e il tempo esercitano il loro potere ossidante. La sua poetica richiama il valore dualistico tra i ruoli identitari della società contemporanea. I paesaggi di Anica Kitanoska sfruttano un taglio frammentato degli smalti vetrosi, posati sulla malta, quasi a formare pennellate di colore fluide e corpose. La vibrazione delle tinte, accostate con sapienza, offrono punti di riferimento per leggere queste immagini apparentemente astratte e indecifrabili. Aleksandar Velichkovski indaga la tecnica del mosaico attraverso lo studio delle icone ortodosse, utilizzando materiali che mediano con la tradizione ravennate. Il senso spirituale e trascendentale delle opere, con la sua derivazione nella lontana tradizione religiosa, trova riscontro nella contemporaneità.

 

“POSTHISTORICA” è la mostra personale di Lorenzo Scarpellini, allestita presso la galleria monoGAO21. Curata da Gioele Melandri e Luca Donelli e organizzata in collaborazione con l’associazione culturale marte, la mostra sarà visibile fino al 27 novembre. Inaugura l’8 ottobre alle ore 19:00. L’installazione site-specific di Scarpellini invade e trasforma lo spazio della galleria ravennate, creando un percorso allestitivo immersivo. Il bestiario che abita questo non- luogo, presenta deformazioni e fragilità, vittima inevitabile di un mondo sull’orlo del collasso. Si tratta di bestie “in potenza”, creature al confine tra il rifiuto biologico e lo scarto industriale, realizzate in cartapesta e innestate da metastasi in mosaico.

 

La collettiva “LATO sensu”. Declinazioni del mosaico contemporaneo, a cura di Sabina Ghinassi, Paolo Trioschi ed Eleonora Savorelli. La mostra, che coinvolgerà circa trenta artisti, sarà allestita nelle due sedi della Manica Lunga della Biblioteca Classense e dell’androne di Palazzo Rasponi dalle Teste di Ravenna.Saranno presenti le opere degli artisti: Luca Barberini, Silvia Naddeo, Isotta Folli, Dusciana Bravura, Elisa Pietrelli, Clément Mitéran, Matylda Tracewska, Aleksandra Miteva, Michela Tabaton Osbourne, Takako Hirai, Marco De Santi, Daniela Iurato, Eleonora Zannier, Alessandro Placci PLUZ, CaCO3, Jae Hee Kim, Pengpeng Wang, Caterina Baldassarri, Lorenzo Scarpellini, Andrea Pola, Francesca Fantoni, Giulia Casciaro, Alice Foletti, Misho Stojanovski, Silvia Pasi, Mila Dobrevska, Anica Kitanoska, Aleksandar Velichkovski, Francesca Pasquali, Sara Vasini, Yukiko Nagai.

 

L’esposizione intende porsi come punto di contatto tra l’ultima edizione del Premio Internazionale GAeM (Giovani Artisti e Mosaico) del 2019 e quella prevista per il 2023. La pluralità dei linguaggi è la chiave di lettura attraverso cui comprendere l’intera mostra, che desidera proporre un discorso transgenerazionale il cui focus è il mosaico contemporaneo. In questa mappatura transgenerazionale dell’arte musiva contemporanea, artisti italiani di nascita e di adozione, di generazioni differenti, con stili e tecniche differenti, trovano qui un terreno comune su cui costruire, pezzo dopo pezzo, tessera dopo tessera, un percorso espositivo che possa comprendere/abbracciare/accogliere varie forme d’arte, legate al mosaico per le affinità più svariate.

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