Proprio Fabbri aveva dichiarato che, a causa delle bollette triplicate, era stata costretta a rinunciare allo stipendio insieme agli altri soci per continuare a pagare i dipendenti. Sopravvissuta al lockdown del 2020, la sua azienda – attiva dal lontano 1971 – si è trovata così in forte difficoltà per l’aumento incontrollato dell’energia.
L’iniziativa è promossa dal gruppo “Luci spente”, fondato di recente da Fabbri e da Chiara Maccagni, insegnante alla primaria, entrambe di Alfonsine. «Siete tutti invitati a partecipare – affermano–. Facciamo sentire la nostra voce perché l’unione fa la forza e lamentarsi senza agire non serve. Il nostro vuol essere un dialogo pacifico su un problema che sta a cuore a tutti noi come famiglie e aziende perché un aumento così repentino e smisurato di questi servizi di primaria necessità sono insostenibili per tutti noi. Cercheremo di parlarvi con il cuore anche se un po’ di dispiacere lo proviamo perché non si tratta altro che di pura e sola speculazione. Anche se si tratta di una protesta, nessuno di noi vuole che la rabbia prevalga e ci travolga… Nei momenti più difficili occorre unione come nelle migliori famiglie. Il valore della famiglia non va dimenticato!».
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