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Daniela Biondi di Caritas Ravenna sui migranti: «L’accoglienza continua. Serve vestiario per ragazzi»

«Servono vestiti e tutto quanto serve per la cura dei ragazzi». Questo, in sintesi, l’appello di Caritas Ravenna, impegnata attivamente nell’accoglienza dei migranti rimasti in città. Passata la fase di emergenza, caratterizzata dall’arrivo lo scorso 31 dicembre dell’Ocean Viking al terminal crociere di Porto Corsini, prosegue invece la gestione di tutte le necessità di chi si è fermato a Ravenna: 7 adulti e 35 minori non accompagnati, tra i 113 sbarcati e poi in gran parte smistati in altre città della regione.

 

Le loro sono storie di fughe, di disperazione, di dolore. Quasi tutti sono scappati da situazioni drammatiche e hanno compiuto un lungo viaggio della speranza che, in più occasioni, poteva finire nel peggiore dei modi. Prima in Libia, dove hanno conosciuto la violenza dei campi migranti veri e propri lager, e poi in mezzo al mare, dove hanno rischiato di annegare prima di essere tratti in salvo dalla Ocean Viking.A parlare della loro accoglienza è Daniela Biondi, vicedirettrice della Caritas di Ravenna. «È stata un’esperienza importante che mi ha toccata particolarmente – rivela –. Anzitutto perché si è trattato dal primo sbarco di migranti in una città come Ravenna e vedere con i propri occhi è sempre diverso da ciò che si guarda in tv. Poi, per il grande coinvolgimento di persone provenienti non solo dalla nostra diocesi, ma anche da quelle di altri comuni. L’intera rete della Caritas si è subito data da fare per aiutare i nuovi arrivati, dimostrando un grande capacità di supporto in ambito umanitario. Va detto inoltre che il contributo non è nato e finito solo in occasione dell’arrivo dei profughi, in quanto siamo tutti ancora impegnati con le istituzioni affinché i migranti rimasti a Ravenna abbiano una decorosa sistemazione. Preziosa è stata la regia del nostro prefetto Castrese De Rosa che è stata veramente accurata in ogni minimo dettaglio e ha fatto sì che filasse tutto liscio».

 

 

Fondamentale si è rivelato l’aiuto dei ravennati, da sempre noti per tenere alle iniziative di solidarietà. In tanti si sono offerti di servire pasti caldi e di espletare tante altre piccole ma utili mansioni. A oggi, gran parte degli sbarcati sono ospiti della struttura “Il Villaggio del Fanciullo” di Ravenna e tante sono le persone che si recano lì di persona per lasciare pacchi contenenti soprattutto vestiario, destinato principalmente a bambini e ragazzi. «I ravennati hanno dimostrato di avere un cuore enorme fornendo tantissime donazioni – aggiunge Biondi –, soprattutto quelle di vestiario come maglie, pantaloni e scarpe, che sono di maggiore urgenza. Ne servono ancora… Molti si presentano direttamente da loro o vengono da noi a lasciare i pacchi da donare. Ciò mi lascia stupita positivamente e mi commuove perché è bello vedere una moltitudine di persone che contribuisce come meglio può».

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