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Asia Galeotti, un’attrice ravennate al “Festival di Venezia”

Asia Galeotti

Asia Galeotti è una giovane attrice teatrale nata a Ravenna che si sta facendo strada sia al teatro che nel cinema. Come protagonista del cortometraggio “Uruguay”, dove interpreta Adele, una giovane ricoverata in un reparto psichiatrico che subisce violenza da un infermiere, ha ottenuto il Premio come “Migliore Attrice Protagonista” al “Muciara Short Film Festival” e, soprattutto, una presenza alla recente “Mostra del Cinema di Venezia”. PiùNotizie l’ha incontrata appena rientrata dal Lido.

La Mostra d’arte cinematografica di Venezia che si è appena conclusa, ti ha riservato uno spazio come attrice protagonista di “Uruguay”. Certamente in traguardo significativo…
«Assolutamente sì. Un’esperienza unica che non mi aspettavo di poter vivere, lo ammetto! Tra l’altro la mattina dopo ho ricevuto la notizia che “Uruguay” era stato premiato anche a un festival in Sicilia (Muciara Short Film Festival, ndr) e che mi verrà spedito il premio come Miglior Attrice. Questo è ancora più impensabile per me e mi riempie il cuore di gioia. Sono lieta di constatare che i tempi sono maturi per le tematiche sensibili che finalmente non rimangono più in sordina. E i vari festival dove il corto è stato premiato ne sono la prova, con Venezia in ultima battuta».

Com’è andata in Laguna?

«Il Festival del Cinema di Venezia è una vetrina importante per registi, attori, opere emergenti e non, che lasciano sempre un grande segno negli spettatori. Alla visione è seguito un dibattito interessante sul tema degli abusi e mi sono potuta esprimere in merito al ruolo che ho interpretato nell’opera, quello della protagonista Adele, ringraziando per la grande opportunità di calarmi in un ruolo così delicato. Se andrà a smuovere le coscienze dei più giovani per me, ma anche per la regista, è un grande traguardo».

“Uruguay” affronta un tema di grande attualità come gli abusi sulle donne. Vuoi parlarcene? Cosa ha rappresentato per te, giovane donna, portarlo sugli schermi?
«Calarmi nei panni di una vicenda simile credevo fosse qualcosa di lontano ed estraniante e ho voluto affrontarlo con il dovuto rispetto e tatto. In questo caso si è voluto sensibilizzare sul fronte della denuncia, ponendo il focus sulla difficoltà di compiere questo passo. Denunciare richiede in primis l’accettazione di quanto hai subìto e poi la forza necessaria per affrontare tutto ciò che ne consegue e che nella maggior parte dei casi è un iter tutt’altro che sereno, ma bensì molto travagliato. Spero di poter continuare la mia carriera affrontando ruoli che possano in un qualche modo aiutare le persone o quantomeno fare riflettere su tematiche importanti. In questo, “Uruguay” mi ha aperto gli occhi su tante cose».

Tu sei nata a Ravenna ma vivi a Bologna e il tuo lavoro ti porta in giro per l’Italia e all’estero. Qual è il tuo legame con la tua città?
«Ravenna è il fulcro della mia vita poiché tutto è nato in questa città dai primi esordi teatrali. Attualmente ho diversi legami anche professionali qui e quando mi muovo per l’Italia considero sempre Ravenna come mio domicilio e punto di partenza. La mia famiglia si divide tra Ravenna e Faenza, quindi in generale il legame con la Romagna è forte. Legame rafforzatosi soprattutto dopo essere approdata a Bologna e tornata qua e poi dopo aver interpretato Anita Garibaldi, morta in queste terre».

Asia Galeotto

Quali sono i tuoi prossimi impegni artistici?
«Nel mese di ottobre girerò due film: uno è un cortometraggio, seconda opera del regista Giulio Manicardi, che mi vedrà protagonista di una vicenda horror/drammatica che ha come tematica i social e le loro degenerazioni. La produzione è Aleo Film, nuovissima realtà cinematografica di Bologna che è stata inaugurata il 10 settembre. L’altro film a cui prenderò parte, “The Mariana’s Web”, sempre sul genere horror, sarà girato in lingua inglese perché destinato alla distribuzione estera. La regia è di Marco Calvise e il protagonista sarà Ruben Maria Soriquez, attore italo-filippino già vincitore di numerosi premi all’estero. Sarà un autunno intenso!»

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