Ancisi (LpR): «Via Stradone abbandonata al degrado e con un futuro incerto»

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, segnala che «via Stradone è stata abbandonata al degrado e al peggio. Sono in atto, infatti, i lavori di costruzione di una nuova rotonda tra la vecchia via Antica Milizia e la futura nuova via Stradone con pista ciclabile, che hanno reso però infernale questa strada tra via Destra Canale Molinetto e la rotonda in costruzione».

La boscaglia

Tra i fattori più pericolosi, Ancisi segnala «la boscaglia lasciata crescere smisuratamente ai suoi lati nasconde i cartelli di segnalazione di pericolo e di direzione imposti dai lavori in corso». «In un caso – continua – la freccia blu di un cartello con divieto di accesso invita a svoltare nel campo laterale, mostrando anche un new jersey rosso spartitraffico rovesciato fuori strada».

«In attesa di sapere (perché nulla è più certo) quale sarà la fine di via Stradone, si pensi almeno a restituirle la dignità che non si nega neppure ai condannati a morte: ripulirla immediatamente da entrambi i fianchi e rivestirla decentemente e visibilmente con l’arredo segnaletico. Una sola domanda: può la Giunta de Pascale pretenderlo da chi è responsabile del buon ordine, almeno manutentivo, delle strade comunali?»

Le vicissitudini di via Stradone

«Il 21 febbraio 2024 – ricorda Ancisi – la Giunta de Pascale approvò definitivamente il piano Conad/Antica Milizia nord, che, edificherà, su oltre 7 ettari mezzo di terreno agricolo, 126 alloggi e due grandi supermercati, uno alimentare e l’altro no, per 5.000 metri quadrati totali. Nulla è importato che lì di fronte, sulla parte sud di via Antica Milizia, fosse già avanzata, su oltre 21 ettari di terra, la costruzione del piano Antica Milizia sud/Parco Cesarea, con appartamenti per 1.884 abitanti ed un grande supermercato Esselunga».

«Anche se a prezzo ambientale molto caro, la comunità dovrebbe però ricevere in cambio da Conad l’opera pubblica, invocata da decenni, che il Comune avrebbe dovuto realizzare coi soldi delle nostre tasse, denominata: “Allargamento di via Stradone e realizzazione di pista ciclabile da via Canale Molinetto alla rotonda Germania”: prima l’opera pubblica, poi la lottizzazione privata», sottolinea Ancisi.

«Mancava solo la firma della nuova convenzione tra Comune e Conad affinché Conad potesse chiedere e ricevere dal Comune il permesso di costruire e quindi aprire il cantiere: “fors’anche prima dell’estate”, disse l’assessora ai Lavori pubblici, Federica Del Conte», continua.

«Tirai un sospiro di sollievo, dopo una vita di battaglie perché lo Stradone finisse di essere trattato come uno stradaccio. Fui precipitoso perché, passati oltre cinque mesi, il Comune non ha trovato modo neppure di sottoporre la nuova convenzione alla firma di Conad, mero compito esecutivo degli uffici», conclude Ancisi.

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