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Alla Galleria Faro Arte di Marina di Ravenna, la mostra di Mattia Battistini, pittore, fabbricatore, artigiano, dal 4 al 26 giugno

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Si inaugurerà sabato 4 giugno alle 21, la mostra personale di Mattia Battistini dal titolo “Il Fronte del Faro” promossa dalla Capit Ravenna a cura di   Patrizia Poggi e Gianfranco Bertaccini.

Mattia Battistini, il pittore-fabbricatore-artigiano, creatore instancabile ed eclettico,  capace di uno stile essenziale e mai scontato, che  riesce a trasformare le atmosfere della città, dei campi di battaglia,  della  fabbrica,  del post industriale, dell’inquietudine  della vita  in un incalzante e drammatizzante “realismo lirico”.

In un’intervista  dichiara con fanciullesca semplicità il suo modo d’intendere il lavoro, una creatività  all’insegna di una leggerezza libera da  codici estetici:

«Non ho mai inseguito un’idea di pittura in particolare, mi sforzo sempre di cercare e trovare la pittura che in un determinato momento mi sia vicina, quella che mi fa parlare il più spontaneamente possibile. Così facendo, e senza perseguire uno stile, il mio percorso può risultare incoerente…. L’incoerenza è il mio essere, l’incoerenza è anche un modo per non sottostare a regole e leggi di mercato, che sempre, quando sono ferree, uccidono l’artista e la sua espressione. Tutto nasce da un’ira, da un momento perplesso, da una gioia, da tanti momenti diversi della mia vita: mi parrebbe allucinante se il risultato di tali diversità fosse più o meno sempre lo stesso!».

Una vita la sua tra Ravenna, città natale, Parigi, Roma, Firenze e poi il mare, del quale risuonano echi nei paesaggi e nella luce della sua pittura. La  sua produzione si  consacra a diversi ambiti:  non solo pittura, ma  sculture, xilografie, maschere, marionette, ballerini, funamboli,  arazzi, video, libri d’artista, cortometraggi di animazione, giocattoli di legno, installazioni  e tanto altro a documentare la sua attitudine multimediale. I soggetti  affrontati con le sue poliedriche tecniche sono tanti: primi fra tutti gli animali, in particolare i  gatti, le navi sono un altro amore, forse quello più antico, poi nudi, ritratti, atleti, nature morte, paesaggi,   pescicani,  balene, giocatori, ciclisti, carabinieri  e la guerra, mai troppo inquietante con soldati tedeschi, russi, americani, arabi e israeliani, greci e troiani, prussiani, francesi, inglesi, serbi,  ecc.

Il suo punto di partenza è sempre il materiale, il più delle volte  elementi di recupero,  riassemblati, riciclati  per un nuovo utilizzo e disposti in strutture e trame evanescenti, su supporti non squadrati,   ma che trovano nell’asimmetria il loro equilibrio.

Una mostra da non perdere, dove ogni  opera è minuziosamente equilibrata,  dove poesia, estro e ritmo sono lo specchio della personalità  di Mattia Battistini, capace  di farci sorridere senza battute ed emozionare per l’innocenza e la semplicità delle sue qualità umane, della sua fragilità che diventa la sua forza.